Omicidio di Ilaria Sula: Mark Antony Samson condannato all'ergastolo a Roma
La Corte d'Assise ha accolto le richieste della procura, riconoscendo omicidio volontario, occultamento di cadavere e aggravanti tra cui la premeditazione
La Corte d'Assise di Roma ha condannato all'ergastolo Mark Antony Samson per l'omicidio dell'ex fidanzata Ilaria Sula. I giudici, come richiesto dalla procura, hanno riconosciuto le accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere e hanno applicato le aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e della relazione affettiva con la vittima. L'imputato non era presente in aula al momento della lettura della sentenza.
Dopo la lettura del verdetto il padre della vittima, Flamur Sula, ha commentato: "È stata fatta giustizia ma l'ergastolo vero ce lo abbiamo noi, io e mia moglie. Lui ancora respira, mia figlia non respira più. E' un momento importante per la giustizia, io ho sempre avuto fiducia nella giustizia e non sono stato abbandonato". La madre della ragazza, Gezime Sula, ha aggiunto: "Bisogna rispettare le ragazze, bisogna dare loro amore, non violenza. Penso che adesso mia figlia merita di stare lassù in pace".
Il delitto è avvenuto nel marzo del 2025 all'interno di un appartamento in via Homs, nel quartiere Africano, dove Samson risiedeva con la famiglia. Secondo la ricostruzione processuale, la vittima, studentessa all'università La Sapienza, era rimasta a dormire nell'appartamento dopo una serata trascorsa insieme. La mattina seguente la giovane sarebbe stata stordita con pugni e colpita con diverse coltellate. Il corpo sarebbe stato poi chiuso in un sacco, inserito in una valigia e trasportato fino a un dirupo a circa 40 chilometri dalla Capitale.
L'analisi dei telefoni cellulari ha fornito agli inquirenti elementi considerati decisivi per contestare la versione di un'aggressione d'impeto fornita dall'imputato: negli atti sono riportati messaggi inviati da Samson a un amico in cui preannunciava le sue intenzioni. Nella fase successiva all'aggressione la scena del crimine è stata ripulita, secondo l'accusa con il coinvolgimento della madre del giovane, che è indagata per concorso nell'occultamento di cadavere.
In aula, al momento della sentenza, erano presenti i familiari e gli amici della vittima oltre a diversi studenti universitari. Al termine dell'udienza gli studenti de La Sapienza hanno consegnato ai genitori di Ilaria una lettera di vicinanza.