Corte d'Appello di Roma riconosce nesso tra esposizione ad amianto e tumore: vedova di ex meccanico Cotral ottiene indennizzo
La sentenza definitiva riconosce l'origine professionale del carcinoma che costò la vita all'uomo nel 2016; alla moglie spettano rendita e prestazioni per circa 200mila euro (stima ONA).
Un ex meccanico che aveva lavorato nelle officine Cotral della linea Roma–Viterbo è morto il 29 settembre 2016, all'età di 71 anni, a seguito di un carcinoma neuroendocrino polmonare. L'uomo aveva svolto lavoro di manutenzione per 24 anni, dal 1976 al 2000.
La vittima interveniva quotidianamente su freni, guarnizioni e altri componenti meccanici che contenevano amianto; secondo la ricostruzione, le lavorazioni liberavano fibre e polveri nell'aria delle officine.
All'inizio del 2016 erano comparsi sintomi respiratori, affaticamento e inappetenza; gli accertamenti diagnosticarono il tumore che portò al decesso il 29 settembre dello stesso anno.
La moglie, ottantenne e residente a Soriano nel Cimino (Viterbo), ha intrapreso una battaglia giudiziaria durata quasi dieci anni per ottenere il riconoscimento della malattia come professionale. La domanda all'Inail era stata inizialmente respinta e un ricorso al tribunale di Viterbo non aveva avuto esito favorevole.
Assistita dall'avvocato Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, la vedova ha impugnato le decisioni e il caso è stato portato davanti alla Corte d'Appello di Roma. Con una sentenza divenuta definitiva la Corte ha riconosciuto il nesso tra l'esposizione occorsa durante il servizio presso Cotral e la patologia che ha causato la morte.
Determinante per la decisione è stata la consulenza tecnica che ha individuato nel periodo di servizio presso Cotral l'esposizione responsabile della malattia. La Corte ha inoltre ribadito che, se è accertata l'esposizione professionale e la malattia rientra tra quelle riconosciute dalla normativa, spetta all'Inail fornire eventuale prova contraria.
La sentenza riconosce alla vedova il diritto alla rendita per i superstiti e alle ulteriori prestazioni previste dalla legge; il valore economico complessivo è stimato dall'Osservatorio Nazionale Amianto in circa 200mila euro.
L'avvocato Bonanni ha sottolineato la determinazione della donna nel chiedere il riconoscimento della morte del coniuge e ha richiamato l'attenzione sui rischi cui sono stati esposti per decenni i lavoratori della manutenzione automobilistica e ferroviaria in contatto con materiali contenenti amianto, le cui conseguenze sulla salute possono manifestarsi dopo molti anni.