Stefano Bindini, una vita tra fabbrica, circolo e memoria a Santomato
Dal lavoro alla Breda alle responsabilità nelle circoscrizioni: il profilo di un protagonista della vita civile pistoiese
Stefano Bindini è noto nel territorio pistoiese per il suo impegno civico: promuove iniziative come la Fattoria di Celle e la Collezione Gori, dialoga con realtà parrocchiali come quella di don Paolo Tofani, parroco di Santa Maria Assunta, e partecipa alla vita del Circolo Arci di Santomato. Ha inoltre sostenuto il ritorno della Festa Comunale de L’Unità a Pistoia dopo quattro anni di stop, iniziativa che la segretaria comunale del Pd Irene Bottacci e molti volontari hanno contribuito a realizzare; in quell’occasione si è svolto anche un incontro con l’ex premier Matteo Renzi moderato da Cristiano Marcacci, direttore de Il Tirreno.
Bindini è membro del comitato “Santomato non dimentica”, nato per mantenere viva la memoria della fucilazione di Ubaldo Fantacci e della strage di Villa Rossa in Felciana, dove furono fucilati 11 civili da reparti nazifascisti.
La sua storia personale parte dal lavoro: nato a Santomato nel 1953, iniziò a lavorare nel 1969 al termine delle scuole dell’obbligo. Ha lavorato alla Itp di Dino Baldassini e del figlio Piero; quest’ultimo fu rapito e ucciso dall’Anonima Sarda nel 1975 all’età di 34 anni, evento che segnò anche il destino dell’azienda. Successivamente Bindini passò alla Breda, dove svolse prima il ruolo di molatore e poi quello di gruista, trovando in Romano Pagliai un punto di riferimento per la sua crescita sindacale e politica.
Ben presto assunse incarichi nei luoghi di lavoro: fu eletto nel consiglio di fabbrica e operò anche nel direttivo della Cgil, parallelamente a ruoli nel Pci. Grazie anche all’aiuto di Fabio Mussi entrò nel Consiglio nazionale dei lavoratori e trascorse periodi a Botteghe Oscure per l’attività politica. Nel 1975 partecipò per sei mesi al “corso operaio” delle Frattocchie, una scuola di formazione politica del Pci, dove ebbe modo di prendere parte a incontri con figure di rilievo della sinistra italiana ed europea.
Nel corso degli anni Bindini ha seguito le trasformazioni dei partiti di sinistra: dal Pci ai Ds e poi al Pd. Tra gli incarichi organizzativi, nel 2000 si occupò dell’organizzazione della Festa regionale de L’Unità al Palasport di Pistoia, che vide presenze di rilievo come Walter Veltroni, e ricorda anche serate che suscitarono discussione in città. Prima ancora, nel 1982, aveva assistito alla presenza di Yasser Arafat sul palco insieme a Enrico Berlinguer alla Festa Nazionale a Pisa.
Il suo impegno nelle istituzioni locali iniziò con la candidatura al consiglio comunale nel 1994, quando risultò il candidato più votato e aprì la legislatura come consigliere anziano; in seguito fu confermato con un alto numero di preferenze. Ha svolto frequentemente il ruolo di presidente dell’assemblea comunale e, su indicazione del partito, rivestì ruoli nella circoscrizione. Come presidente e capolista della Circoscrizione 2 è stato eletto per due mandati, seguendo circa 34.000 residenti, dall’area di Sambuca fino a Quarrata.
Tra i progetti realizzati durante quel periodo figura la riqualificazione del quartiere delle Fornaci: 10 milioni provenienti dal governo centrale per il contratto di quartiere, cifra che divenne 30 milioni comprensivi della partecipazione dei privati. Nel quartiere nacquero piazza Mandela e una filiera scolastica in via del Fornacione con annessa palestra; furono demoliti edifici fatiscenti in via Valiani e si approvò una variante al piano regolatore per la realizzazione di un futuro circolo. Bindini ricorda il rapporto di collaborazione con il sindaco Berti nel lavoro svolto per la comunità.
Negli anni più recenti è tornato al circolo di Santomato come vice presidente. Il circolo era stato fondato da suo padre Amberto insieme a Vasco Bindini, Giovambattista Bracciali, Alvise Bartoletti, i fratelli Fanciullacci, Giancarlo Maltinti, Giordano Pagliai, Vincenzo Pagli e Vittorio Cipriani; la sede fu rilanciata nel 1973 da una generazione di giovani tra cui Lido Scarpetti, Fiorenzo Gori e Riccardo Michelozzi. In quel contesto si organizzarono attività come doposcuola e una biblioteca, con l’obiettivo di promuovere la crescita culturale del paese.
Bindini rivendica la sua storia comunista ma racconta anche esperienze che lo hanno portato a una visione meno settaria, citando tra l’altro un viaggio a Mosca nel 1978 con Scarpetti, Michelozzi e Roberto Melani e la svolta politica legata a Enrico Berlinguer nel 1981. Per lui la politica rimane prima di tutto una crescita culturale e umana e un servizio pratico ai cittadini, svolto per lo più «nella strada, nelle piazze e tra la gente», e riconosce il sostegno della moglie Sonia nelle scelte personali e pubbliche.