Cinghiali a Calamecca, residenti denunciano danni e timori: la Provincia valuta interventi
Orti e giardini devastati, branchi in paese; il presidente della Provincia Luca Marmo annuncia verifiche con la polizia provinciale per possibili abbattimenti
A Calamecca, frazione di San Marcello Piteglio, la presenza di branchi di cinghiali ha generato preoccupazione tra residenti e villeggianti per i danni recati a orti e giardini e per la frequente apparizione degli animali anche lungo le strade del paese.
Salvatore Granvillano, che possiede una seconda casa a Calamecca, riferisce che i cinghiali entrano spesso negli orti rompendo le reti e danneggiando l’impianto di irrigazione. Per il timore della peste suina, aggiunge, è diventata prassi disinfettare scarpe e attrezzi. Racconta inoltre un episodio in cui, mentre era in giardino, cinque cinghiali gli sono piombati addosso costringendolo a fuggire: a seguito della caduta è rimasto con un trauma distorsivo e attualmente si trova a Prato.
Anche altri abitanti segnalano una ridotta libertà di movimento nelle ore serali. Renzo Gaggini descrive la situazione come «insostenibile», evidenziando come la presenza degli animali abbia compromesso sia gli orti sia i percorsi pedonali, citando in particolare i sentieri tra Femminamorta e Calamecca.
Tra le testimonianze raccolte figura quella del capogruppo di minoranza regionale Alessandro Tomasi, ex sindaco di Pistoia, che soggiorna a Calamecca e conferma la diffusione del problema, richiamando l’attenzione anche sul rischio sanitario legato alla peste suina.
Luca Marmo, sindaco di San Marcello Piteglio e presidente della Provincia di Pistoia, ha dichiarato che la Val di Forfora e l’area verso la zona pesciatina sono da sempre zone con una significativa presenza di cinghiali. Ha aggiunto che si sta confrontando con il capo della polizia provinciale e che, nella prossima settimana, verranno valutate le modalità d’intervento possibili, compresa l’ipotesi di abbattimenti, in conformità alle disposizioni vigenti in materia di peste suina.
Nel periodo estivo, quando molte famiglie soggiornano nelle seconde case della frazione, la presenza degli animali preoccupa ancora di più gli abitanti, che temono ripercussioni sulla fruizione dei luoghi e sulla sicurezza quotidiana.