Don Massimo Biancalani contesta la rimozione dalle parrocchie di Vicofaro e Ramini
Il sacerdote parla di tradimento e annuncia l’impegno a tutelare i giovani che seguiva
Don Massimo Biancalani ha definito la propria situazione «di non essere stato protetto, tradito e abbandonato dalla mia chiesa» dopo la rimozione dall’ufficio di parroco di Vicofaro e di Ramini. La presa di posizione del sacerdote è arrivata con un comunicato diramato ieri, in cui esprime anche preoccupazione per i giovani che assisteva.
Secondo Biancalani, nell’affrontare la sua esperienza di accoglienza la Chiesa avrebbe privilegiato «una situazione politica e sociale» che da anni genera diffidenze verso i migranti, anziché sostenere fino in fondo la scelta evangelica che la comunità di Vicofaro aveva tentato di mettere in pratica. Le parole del sacerdote seguono la celebrazione con cui il vescovo Augusto Mascagna, davanti a una folla, ha in sostanza ridimensionato l’operato di Biancalani definendolo un’esperienza nata bene e poi degenerata.
Il sacerdote ha sottolineato la sua apprensione per i ragazzi che vivono a Ramini: sebbene il vescovo non lo abbia formalmente invitato a lasciare la chiesa di San Niccolò e i locali della sacrestia, dove si trovano circa sessanta dei suoi ragazzi, Biancalani interpreta la rimozione dal dicastero vaticano per il clero come una sorta di avviso di sfratto.
Ha inoltre dichiarato che si adopererà in ogni modo per proteggere quei ragazzi e cercare soluzioni dignitose per ciascuno di loro. Tracciando un bilancio della propria esperienza, il sacerdote ha ribadito che i dieci anni di lavoro condiviso intorno al progetto di accoglienza non possono essere cancellati da una singola decisione e che i valori in cui hanno creduto — accoglienza, solidarietà e fraternità — restano al centro della sua testimonianza.
Rivolgendosi a chi, nella chiesa, ha mostrato approvazione per il nuovo corso indicato dal Vaticano e dalla Diocesi di Pistoia, Biancalani ha chiesto di ricordare i poveri e i migranti che hanno trovato nella parrocchia rifugio, un pasto o una parola di conforto nel passato.
Nei prossimi giorni è previsto un incontro tra la diocesi e don Biancalani. Il vescovo Mascagna ha aperto alla possibilità che il sacerdote possa continuare a seguire almeno parte dei giovani a lui affidati, ma dalle informazioni disponibili sembra improbabile che gli venga concesso di farlo ancora a Ramini.