Pistoia · 20 Agosto 2026

Pistoia, il Dicastero conferma la rimozione di don Massimo Biancalani: il sacerdote annuncia che resterà

Il Dicastero per il Clero ha respinto il ricorso; Biancalani dice di voler proseguire l'accoglienza nonostante il provvedimento

Pistoia, il Dicastero conferma la rimozione di don Massimo Biancalani: il sacerdote annuncia che resterà

Il Dicastero per il Clero ha respinto il ricorso presentato da don Massimo Biancalani e ha confermato la sua rimozione dalle parrocchie di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e di San Niccolò a Ramini. Restano 60 giorni per un eventuale ricorso alla Segnatura Apostolica, senza sospensione del provvedimento.

A Pistoia, davanti alla canonica e sotto la tettoia del circolo Arci dove opera un gruppo di volontari, don Biancalani ha ribadito la propria intenzione di «restare qui» e di non interrompere l'esperienza di accoglienza avviata nelle due comunità. Ha espresso preoccupazione per le persone accolte, calcolando che l'atto di rimozione potrebbe mettere a rischio l'assistenza di circa 60 ragazzi.

La contestazione alla base del provvedimento del Vaticano riguarda la pastorale ordinaria e il calo nelle pratiche sacramentali. Don Biancalani ha risposto che la presenza di migranti nella parrocchia ha contribuito a paure tra le famiglie e a un generale calo dei riti, ma ha sostenuto che battesimi, messe e catechismo non sono stati abbandonati e che i migranti sono stati considerati parrocchiani.

La diocesi di Pistoia descrive la celebrazione odierna a Vicofaro, presieduta dal vescovo Augusto Mascagna, come l'avvio di una nuova fase pastorale. Don Biancalani ha ricordato che lo stesso vescovo gli avrebbe chiesto di proseguire nel lavoro a favore degli ultimi.

Nel racconto degli ultimi anni, lo scontro con la politica è emerso più volte: nel 2017 le immagini dei migranti in piscina generarono un acceso dibattito nazionale e successive contestazioni, e nel 2018 il Comune ordinò la cessazione dell'accoglienza in canonica, spingendo Biancalani a trasferire i letti in chiesa. Nell'estate 2025 il Comune dispose lo sgombero della struttura di Vicofaro per motivi di sicurezza e criticità igienico-sanitarie; la diocesi predispose soluzioni alternative e a fine giugno vennero trasferite oltre cento persone, mentre il 1° luglio la polizia allontanò gli ultimi sei presenti nella canonica.

Don Biancalani si è poi concentrato su Ramini: nell'agosto successivo lo spazio ospitava circa trenta persone, salite l'anno dopo a circa cinquanta. I volontari che supportano l'accoglienza a Ramini collaborano con un ambulatorio solidale gestito dall'associazione Articolo 32; sul posto si seguono pratiche anagrafiche e amministrative e alcuni ospiti lavorano nelle aziende vivaistiche locali, mentre altri hanno fragilità psicologiche che impediscono un'occupazione stabile.

Il sacerdote ha inoltre indicato la difficoltà politica più ampia nella gestione dell'accoglienza sul territorio, citando posizioni diverse tra forze politiche e rimarcando l'assenza finora di prese di posizione pubbliche da parte del sindaco Giovanni Capecchi sulla sua rimozione. Don Biancalani ha ricordato anche gli interventi di esponenti nazionali che avevano commentato in passato la sua attività.

All'esterno della canonica, mentre i volontari proseguono le attività quotidiane, emergono testimonianze dirette di persone accolte: alcuni, come Abdul dal Senegal, hanno trovato nel presidio un punto di riferimento dopo esperienze di precarietà abitativa altrove. Don Biancalani ha affermato che l'azione sul campo continuerà finché sarà possibile per non provocare ulteriori traumi alle persone assistite.

Fonte: Raccontiamo Pistoia

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