Marche, Giunta regionale approva proposta di legge sulle nuove aree idonee per le rinnovabili
Il testo mira a raggiungere 2,3 GW aggiuntivi entro il 2030 privilegiando suoli già antropizzati e tutelando paesaggio e agricoltura
La Giunta regionale delle Marche ha approvato lunedì 19 ottobre 2026 una proposta di legge pensata per accompagnare il raggiungimento dell’obiettivo di 2,3 gigawatt di potenza aggiuntiva da fonti rinnovabili entro il 2030 rispetto al 2020. Il provvedimento definisce criteri e aree idonee per lo sviluppo degli impianti, con l’obiettivo di conciliare produzione energetica e tutela del territorio.
Secondo il testo, nelle Marche sono già contabilizzati 1.478 megawatt tra impianti installati, autorizzati e in fase di realizzazione; per centrare il target restano quindi da conseguire 868 megawatt, corrispondenti a circa il 37% del totale previsto. La proposta richiama inoltre una stima secondo la quale la domanda elettrica regionale potrebbe aumentare del 41% entro il 2040, elemento che giustifica la pianificazione coordinata di nuova produzione, reti, sistemi di accumulo ed efficienza energetica.
La norma recepisce il nuovo quadro nazionale sulle aree idonee e privilegia superfici già urbanizzate o già utilizzate; tra le tipologie indicate vi sono le aree di crisi industriale complessa, le coperture degli edifici agricoli, le aree interne alle aziende agricole, immobili e aree del patrimonio pubblico, cave e discariche a fine attività, aree portuali e retroportuali e impianti sportivi. Prevede inoltre disposizioni specifiche per il piccolo eolico, l’idroelettrico, il biogas e il biometano.
La proposta esclude esplicitamente dall’individuazione delle aree idonee le aree naturali protette, i siti Natura 2000, le zone umide di importanza internazionale, le aree di protezione dei siti UNESCO e le aree soggette alle prescrizioni del Piano paesistico ambientale regionale. Restano confermate le tutele previste per i beni culturali e paesaggistici.
Sulle superfici agricole, il testo stabilisce limiti percentuali: le aree agricole ritenute idonee non possono superare il 3% della superficie agricola utilizzata regionale e non possono essere inferiori allo 0,8%. Per le aree ad elevato valore agricolo si fa riferimento agli strumenti di tutela già previsti dalla normativa nazionale.
L’elaborazione della proposta è stata preceduta da un confronto con enti locali e categorie economiche e il testo è stato condiviso con ANCI, UPI e le principali associazioni dei settori produttivi, agricoli e ambientali. La legge, ora all’esame del Consiglio regionale per l’approvazione definitiva, prevede anche un monitoraggio periodico: ogni due anni la Giunta dovrà riferire all’Assemblea legislativa sullo stato di attuazione della norma, sulle domande e progetti autorizzati, sui tempi dei procedimenti e sul consumo di suolo.
L’assessore allo Sviluppo economico e all’Energia, Giacomo Bugaro, ha spiegato che la proposta intende coniugare la necessità di contribuire agli obiettivi di sviluppo delle energie rinnovabili con la tutela del paesaggio, dell’agricoltura e della competitività delle imprese, favorendo soluzioni che permettano alle aziende agricole di produrre energia per i propri fabbisogni senza compromettere la funzione produttiva dei terreni.