Cisl Marche chiede una rimodulazione dell'addizionale regionale IRPEF per i redditi sopra 50mila euro
Le Marche applicano aliquote tra le più basse per le fasce di reddito più alte; la richiesta sindacale punta a destinare le maggiori entrate a un fondo di solidarietà
La Cisl Marche ha sollecitato la Regione ad avviare un confronto con le parti sociali per valutare una rimodulazione dell’addizionale regionale IRPEF, chiedendo un incremento della tassazione sui redditi superiori a 50mila euro e l’istituzione di un fondo destinato a interventi di sostegno sociale.
Dall’analisi dell’ufficio studi della Cisl Marche emerge che, per la fascia di reddito oltre i 50mila euro, l’addizionale regionale nelle Marche è attestata all’1,73%, valore tra i più bassi a livello nazionale. Per la stessa fascia Umbria, Emilia-Romagna, Toscana e Abruzzo adottano un’aliquota del 3,33%. Analogamente, nella fascia compresa tra 28mila e 50mila euro le Marche applicano l’1,70%, sempre al di sotto delle regioni citate.
I segretari generali Marco Ferracuti e Silvano Giangiacomi hanno motivato la proposta richiamando la necessità di rendere il sistema fiscale regionale più equo e solidale, preservando la tutela dei redditi medio-bassi, assicurando una distribuzione equilibrata del carico fiscale e garantendo servizi pubblici di qualità.
Secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze relativi all’anno d’imposta 2024, nelle Marche risultano oltre 1,15 milioni di contribuenti che dichiarano complessivamente 27,6 miliardi di euro di redditi imponibili. Il gettito dell’addizionale regionale IRPEF è pari a circa 351 milioni di euro. La Cisl Marche interpreta questi numeri come base per discutere una revisione della fiscalità regionale senza gravare sulle fasce medio-basse.
La proposta del sindacato prevede che le maggiori entrate derivanti da una eventuale rimodulazione siano vincolate a un fondo regionale di solidarietà sociale. Tale fondo dovrebbe finanziare misure mirate e verificabili per sostenere famiglie a basso reddito, contrastare la povertà, alleggerire il peso delle spese essenziali e aiutare chi si trova in condizioni di fragilità economica e sociale. Le modalità di utilizzo verrebbero definite attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali e sottoposte a monitoraggio trasparente.
La richiesta della Cisl arriva in un contesto di peggioramento delle condizioni economiche nella regione: secondo i dati ISTAT 2024 l’incidenza della povertà individuale nelle Marche è del 17,9%, con un aumento di 6,5 punti percentuali rispetto al 2021. Nella classifica tra le regioni e le province autonome le Marche risultano sedicesime su 22, con solo Puglia, Calabria, Campania, Sicilia, Sardegna e Molise in posizioni peggiori.
Per questi motivi la Cisl Marche ha invitato la Giunta regionale ad aprire un tavolo di confronto per esaminare le diverse ipotesi di rimodulazione, quantificare il gettito aggiuntivo potenziale e definire le priorità sociali su cui investire.