Pesaro e Urbino · 08 Ottobre 2026

A Pesaro affitti tra i più alti nelle Marche: 1.500-1.700 euro per un 80 m² secondo l'OMI

La Cgil Marche segnala un quadro di crescente disagio abitativo aggravato dai rincari energetici e dalla carenza di edilizia pubblica.

A Pesaro affitti tra i più alti nelle Marche: 1.500-1.700 euro per un 80 m² secondo l'OMI
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Secondo i dati OMI citati dalla Cgil Marche, nelle città di Ancona, Pesaro e San Benedetto i canoni di locazione per un appartamento di circa 80 metri quadrati si collocano nella fascia di 1.500-1.700 euro al mese.

A livello regionale, la spesa per la casa ha assorbito il 40% del reddito familiare nel 2025, una tendenza che continua anche nel 2026. Contestualmente la Cgil segnala aumenti attesi dei costi energetici: per la luce si stima un rincaro del 37,3% nell’ultimo trimestre 2026 e per il gas del 39% nello stesso periodo; nel solo mese di settembre si registra un aumento del 18,8% rispetto a settembre 2025.

Daniele Boccetti, segretario regionale della Cgil Marche, ha definito la situazione «preoccupante», sottolineando che le difficoltà salariali e il caro bollette possono aggravare ulteriormente il disagio abitativo. Secondo la sua analisi è necessario adottare nuove politiche abitative.

I dati regionali evidenziano problemi strutturali: il 14% della popolazione marchigiana vive in affitto e oltre il 28% è in una condizione di sovraffollamento. Gli sfratti sono aumentati dell’8,1% nel 2024 rispetto al 2023, con le Marche tra le regioni con il maggior incremento insieme a Umbria, Abruzzo e Puglia; la principale causa rilevata è la morosità, con 753 sfratti per morosità su un totale di 921 (circa l’82%).

Sull’edilizia residenziale pubblica la Regione dispone di circa 16.600 alloggi, di cui circa il 90% risulta assegnato, e il patrimonio disponibile è giudicato insufficiente. La Regione riesce a vendere solo il 5% del proprio patrimonio residenziale. Al contempo migliaia di immobili, soprattutto nell’entroterra, restano sfitti o inutilizzati mentre le località costiere hanno visto una sostituzione degli affitti lunghi con locazioni turistiche.

In particolare, nei centri costieri come Civitanova, Porto Recanati e Senigallia si stima che circa il 20% degli affitti a lungo termine sia stato trasformato in affitti brevi o turistici; complessivamente oltre 20.000 immobili nelle Marche risultano destinati a piattaforme come Airbnb e simili.

Sul fronte degli studenti fuori sede, ad Ancona e Macerata sono conteggiati circa 20.000 studenti fuori sede, ma solo il 5-6% degli alloggi pubblici è riservato a studenti, percentuali inferiori negli altri atenei provinciali. L’indisponibilità di alloggi contribuisce anche a un aumento dei canoni per i fuori sede, stimato in +5% secondo Immobiliare.it.

Per fronteggiare queste criticità, la Cgil Marche propone di rifinanziare il fondo per il sostegno agli affitti e per la morosità colpevole, incrementare l’offerta di edilizia residenziale pubblica e promuovere una normativa per contenere gli affitti brevi, al fine di garantire una maggiore disponibilità di abitazioni a canone stabile.

Fonte: Raccontiamo Pesaro e Urbino

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