Cesetti chiede un Protocollo per sbloccare le bonifiche: tra i siti finanziati anche diverse aree del Pesarese
Il consigliere dem propone un accordo operativo tra Regione, Procura e enti tecnici per accelerare interventi e sequestri quando la salute pubblica è a rischio
Il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti ha chiesto in aula la firma di un Protocollo d'intesa tra Regione, Procura Generale, Carabinieri del Corpo Forestale, Arpam, Ars, Anci e Upi con l'obiettivo di sbloccare e accelerare gli interventi di bonifica dei siti contaminati nelle Marche.
Secondo Cesetti, il Protocollo servirebbe a definire indirizzi chiari per le diverse autorità competenti e a garantire interventi tempestivi ed efficaci, inclusi i sequestri nei casi in cui sia a rischio la salute pubblica. Ha sottolineato la necessità di una regia uniforme sulle operazioni e di un'azione operativa coordinata sul territorio regionale.
A sostegno della proposta il consigliere ha portato due esempi opposti: a San Benedetto del Tronto, l'intervento congiunto di Comune, Regione, Ast, Arpam e Vigili del Fuoco sul sito di via Calatafimi ha permesso di ottenere risposte concrete e risorse per trasformare l'area in un parco; a Montegiorgio, invece, Cesetti ha denunciato anni di ritardi negli accertamenti sull'ex galvanica in zona ex Fornace, dove sarebbe presente una potenziale contaminazione da sostanze come cianuro e acidi vicino a scuole e impianti sportivi.
Il consigliere ha richiamato anche le recenti risorse regionali destinate ai Comuni per interventi di bonifica — oltre un milione di euro — citando tra i casi finanziati l'ex Galvanica Nobili di Castelfidardo, la falda di Fabriano, il campo sportivo di Collemarino ad Ancona, l'ex Nido Cepi di Jesi, l'ex Galoppatoio di Macerata, diversi siti nel Pesarese e Villa Tofani nell'Ascolano. Cesetti ha avvertito che lo stanziamento economico non basta se non è accompagnato da un'azione operativa rigorosa e omogenea.
In Aula ha inoltre ricordato l'esigenza di applicare con fermezza il principio, richiamato dall'assessore Consoli, secondo cui chi inquina deve farsi carico dei costi della bonifica. Cesetti ha richiamato infine la propria legge statutaria approvata alla fine della scorsa legislatura, che ha inserito nel testo regionale la tutela congiunta di salute e ambiente, per sostenere l'urgenza di interventi certi e rapidi su tutto il territorio marchigiano.