Pesaro e Urbino · 13 Agosto 2026

Vendemmia 2026: la Cia segnala vendemmia regolare nel Pesarese ma avverte sui rischi climatici

Secondo Cia Marche e la presidente provinciale Sabina Pesce la raccolta nel Pesarese procede, mentre siccità e grandine restano fonte di preoccupazione.

Vendemmia 2026: la Cia segnala vendemmia regolare nel Pesarese ma avverte sui rischi climatici

La Confederazione Italiana Agricoltori delle Marche ha fatto il punto sulla vendemmia 2026, segnalando situazioni molto diverse a seconda delle varietà e delle aree. Per la provincia di Pesaro e Urbino la presidente provinciale Sabina Pesce ha riferito che la vendemmia si sta svolgendo regolarmente, pur nel contesto degli effetti negativi del cambiamento climatico.

A livello regionale, il presidente della Cia Marche Alessandro Taddei ha spiegato che i vitigni precoci, come il Pinot Nero (poco diffuso ma presente soprattutto nel Pesarese), sono in anticipo di circa quindici giorni rispetto alla norma e alcune aziende hanno già iniziato la raccolta. Per le varietà a maturazione intermedia — Sangiovese, Merlot, Cabernet e Verdicchio — molte zone mostrano segni di forte stress idrico: la pianta rallenta lo sviluppo e in numerosi vigneti l’invaiatura non è ancora completa.

I vitigni tardivi, come il Montepulciano, preoccupano ulteriormente perché in molti casi l’invaiatura non è nemmeno partita. Taddei ha ricordato che un’eventuale pioggia ad agosto potrebbe migliorare la situazione, ma resta il rischio che grappoli non completino la maturazione. In terreni più aridi si osservano anche fenomeni di scottatura degli acini.

Particolare allarme è stato espresso per i danni da grandine nelle province di Fermo e Ascoli Piceno — con perdite segnalate fino al 100% della produzione in alcune aree — e in parte ad Ancona. Taddei ha sottolineato che la grandine può distruggere anche i tralci giovani, con ripercussioni sulle stagioni successive, e che in alcuni casi le reti antigrandine sono state lacerate.

Per far emergere l’entità dei danni, Cia Marche sta raccogliendo le segnalazioni delle aziende e sollecita la presentazione delle denunce tramite il sistema SIAN, ricordando che le procedure sono lunghe e complesse. Matteo Carboni, presidente Cia Ascoli-Fermo-Macerata, ha aggiunto che in alcune zone del sud della regione alcuni produttori potrebbero non vendemmiare affatto e che le rese sul 2026 saranno in calo.

Oltre agli aspetti climatici e agli eventi estremi, Sabina Pesce ha richiamato anche l’impatto di cambiamenti nei consumi e delle normative sul tasso alcolemico, che influenzano la domanda. Per la provincia di Pesaro e Urbino, tuttavia, la raccolta è al momento regolare.

Dal punto di vista del mercato e delle politiche di settore, Franco Gianangeli, presidente della Cia di Ancona, ha richiamato l’attenzione sull’eccesso di giacenze nelle cantine e sul calo strutturale dei consumi. Per il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini ha approvato un piano di riequilibrio che riduce il limite produttivo a 110 quintali di uva per ettaro (dal precedente parametro di 140 quintali, una riduzione di circa il 21,4%) e prevede lo stoccaggio precauzionale delle uve raccolte oltre tale soglia fino al 30 giugno 2027. Sempre a livello regionale, è stato segnalato un aumento di circa il 2,7% dell’imbottigliamento nel primo semestre dell’anno e che oltre la metà della produzione di vino marchigiana è destinata all’export.

Cia Marche insiste sulla necessità che le aziende agricoli formalizzino i danni subiti per poter accedere agli strumenti di sostegno e per rendere evidente la gravità della situazione che coinvolge l’intero comparto agricolo regionale.

Fonte: Raccontiamo Pesaro e Urbino

Torna a Pesaro e Urbino