Mesotelioma: il Tribunale di Roma condanna il Ministero per la morte del sergente Luigi Ricci di Cagli
Oltre 410 mila euro riconosciuti alla figlia, resta aperto l'appello sul calcolo del danno
Il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 1202/2026, ha ritenuto provato il collegamento tra l’esposizione all’amianto avvenuta durante il servizio militare e la patologia che ha portato alla morte di Luigi Ricci, sergente originario di Cagli. Per questo motivo il giudice ha dichiarato la responsabilità del Ministero della Difesa e ha liquidato alla figlia ed erede Benedetta un risarcimento complessivo superiore a 410.000 euro.
Ricci, nato a Cagli e poi trasferitosi a Roma, aveva prestato servizio nella Marina Militare dal settembre 1960 al dicembre 1966 come meccanico elettricista. Secondo quanto ricostruito nel giudizio, ha lavorato prima a terra a La Maddalena e successivamente a bordo delle navi San Marco, Artigliere, Intrepido e Montecuccoli, occupandosi della manutenzione di macchine e impianti elettrici e venendo così a contatto con polveri e fibre di amianto.
La malattia si è manifestata molti anni dopo: il 12 agosto 2019 a Ricci è stato diagnosticato un mesotelioma maligno epitelioide. Dopo oltre due anni di malattia, è deceduto il 20 dicembre 2021 all’età di 78 anni. Nel maggio 2022 il Comitato di Verifica per le Cause di Servizio ha riconosciuto la dipendenza della malattia dal servizio, riconoscimento poi formalizzato dal Ministero della Difesa il 7 giugno 2022.
Nella quantificazione del risarcimento il Tribunale ha attribuito circa 280.000 euro per i danni subiti direttamente da Luigi e trasmessi alla figlia come erede. Il danno per la perdita del padre era stato inizialmente valutato in 259.857 euro, ma il giudice lo ha dimezzato a circa 129.928 euro motivando tale riduzione con la mancata prova della convivenza.
La vicenda giudiziaria non è conclusa: il Ministero della Difesa ha impugnato la parte risarcitoria a fine luglio chiedendo la riduzione delle somme liquidate, mentre Benedetta ha a sua volta presentato appello contro il dimezzamento del danno da perdita, chiedendo il pieno riconoscimento del pregiudizio subito.
Benedetta ha dichiarato di aver perseguito il procedimento più che per le cifre, per ottenere il riconoscimento della responsabilità e rendere giustizia alla memoria del padre, che aveva servito la Marina con dedizione. L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia, ha sottolineato che la pronuncia accerta l’esposizione all’amianto durante il servizio e il suo nesso causale con il mesotelioma, e ha annunciato la prosecuzione dell’assistenza legale nel grado di appello.
La sentenza n. 1202/2026 del Tribunale di Roma e la corrispondente documentazione sono disponibili agli atti del procedimento.