Pesaro e Urbino · 26 Agosto 2026

Proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito torna in Consiglio regionale delle Marche

Il consigliere Maurizio Mangialardi chiede approfondimento in Commissione e il ritorno in Aula per la decisione finale

Proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito torna in Consiglio regionale delle Marche

La proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito, ripresentata dal consigliere regionale del Partito Democratico Maurizio Mangialardi, è stata iscritta all’ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale delle Marche. Secondo Mangialardi, il provvedimento molto probabilmente sarà rinviato alla Commissione competente per un esame più dettagliato.

Mangialardi ha ricordato che la prima versione del testo fu depositata nel 2022 e non arrivò a essere discussa in Aula; per questo motivo ha deciso di ripresentarla all’inizio dell’attuale legislatura. Pur valutando normale il passaggio in Commissione, il consigliere ha chiesto che quel passaggio serva a un approfondimento concreto e non a un ulteriore rinvio senza tempi certi.

Il deputato regionale ha richiamato l’esigenza di dare applicazione alle sentenze della Corte Costituzionale, sottolineando che i servizi sanitari regionali sono chiamati a gestire le richieste di accesso al suicidio medicalmente assistito. Ha inoltre osservato che altre regioni hanno già adottato norme specifiche per fornire un quadro regolatorio definito.

Nella descrizione del percorso previsto dalla proposta, Mangialardi indica verifiche rigorose e multidisciplinari, l’accertamento della piena libertà e consapevolezza della scelta, il rispetto dei requisiti fissati dalla Corte costituzionale e la garanzia dell’accesso alle cure palliative. Ha precisato che regolamentare la materia non equivale a promuoverla, ma a tutelare diritti e persone fragili evitando incertezze e disuguaglianze.

Il consigliere ha inoltre detto di voler favorire una discussione ampia e inclusiva, ascoltando medici, giuristi, esperti di bioetica, associazioni e operatori delle cure palliative, tenendo conto anche delle diverse sensibilità culturali e religiose. Ha chiesto che, conclusa la fase istruttoria, il testo torni in Aula perché il Consiglio regionale si assuma la responsabilità di discutere e decidere, dopo quattro anni dalla prima presentazione.

Fonte: Raccontiamo Pesaro e Urbino

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