Pesaro e Urbino · 27 Ottobre 2026

Ricostruzione nelle Marche: la Uil segnala dumping e caporalato nei cantieri del cratere

Alla presentazione del Dossier Idos la segreteria Uil Marche evidenzia distacchi transnazionali e condizioni precarie per i lavoratori stranieri

Ricostruzione nelle Marche: la Uil segnala dumping e caporalato nei cantieri del cratere
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

L’inchiesta sulla ricostruzione ha messo in luce situazioni di sfruttamento lavorativo e pratiche riconducibili al caporalato, nonché il fenomeno dei cosiddetti «distacchi transnazionali» con episodi di dumping sociale: lavoratori assunti con contratti esteri che percepiscono salari non conformi ai CCNL dell’edilizia e con versamenti contributivi irregolari. La valutazione è stata esposta da Mariagrazia Tiritiello, segretaria regionale della Uil Marche, durante la presentazione del Dossier Statistico sull’Immigrazione dell’Idos.

Tiritiello ha ricordato che nelle fasi di massima attività della ricostruzione, sia pubblica sia privata, le maestranze straniere hanno costituito oltre il 30%-35% degli operai registrati nelle Casse Edili del cratere marchigiano. Le presenze provengono prevalentemente da paesi extra-UE dei Balcani, dall’Europa dell’Est e dal Nord Africa.

Per la Uil Marche la conoscenza di questi dati impone un rafforzamento della capacità di rappresentanza sindacale e una maggiore incisività della contrattazione sociale a livello territoriale. Tra le priorità indicate ci sono l’accesso alla casa e ai servizi, la tutela del lavoro e il contrasto alle discriminazioni, ambiti nei quali tradurre le evidenze emerse in proposte concrete.

La segretaria regionale ha inoltre richiamato l’attenzione sulla forte presenza femminile tra le lavoratrici straniere, sottolineando la necessità di vigilare sulle condizioni specifiche che possono ostacolare i loro percorsi di autonomia e partecipazione. Secondo Tiritiello, superare stereotipi e promuovere politiche di inclusione è essenziale per garantire pari opportunità, diritti e un lavoro dignitoso e sicuro alla popolazione straniera che vive nelle province marchigiane.

Fonte: Raccontiamo Pesaro e Urbino

Torna a Pesaro e Urbino