Morto Luciano Paolucci, padre di Lorenzo ucciso dal "Mostro di Foligno"
Fondatore della "Marcia degli Angeli", aveva lottato contro la pedofilia e si era opposto al rilascio di Luigi Chiatti
Si è spento Luciano Paolucci, padre di Lorenzo Paolucci, ragazzo ucciso nel 1993 dal cosiddetto "Mostro di Foligno" Luigi Chiatti. Paolucci era diventato una figura pubblica locale per la sua battaglia contro la pedofilia e per il ricordo delle vittime.
Per anni ha organizzato e guidato la "Marcia degli Angeli", iniziativa con cui intendeva informare sul rischio degli abusi sui minori e non dimenticare le vittime. Nella sua attività si è detto contrario a qualsiasi ipotesi di rilascio di Chiatti dalla Rems, temendo che una eventuale libertà potesse mettere in pericolo altri bambini.
Il sindaco di Foligno ha espresso profondo dolore e commozione per la scomparsa di Paolucci, sottolineando come il nome di Luciano e quello del figlio Lorenzo resteranno impressi nella memoria della città. Il primo cittadino ha ricordato l’impegno civile di Paolucci e la fondazione dell’associazione "La Marcia degli Angeli" come testimonianza di valore umano.
I fatti risalgono al 1992-1993: la prima vittima attribuita a Chiatti fu il piccolo Simone Allegretti, ucciso il 4 ottobre 1992; Lorenzo Paolucci fu invece ucciso il 7 agosto 1993. Il corpo del tredicenne Lorenzo, colpito da coltellate, fu rinvenuto in un fosso in località Casale, nella zona di Foligno. Le indagini portarono al ritrovamento, in una casa frequentata da Chiatti, di un fustino di detersivo con ciabatte e occhiali riconosciuti come appartenuti al ragazzo; in una discarica a Sassovivo fu recuperato l’orologio di Simone Allegretti.
Dopo il periodo di carcere, Chiatti non è stato reinserito nella società civile ma è ospitato in una Rems in Sardegna perché ritenuto pericoloso. La pena scontata in carcere è stata di 30 anni complessivi, corrispondenti a circa 22 anni effettivi tra sconti e benefici. Dal 2020 Chiatti può chiedere la messa in libertà al Giudice di Sorveglianza: finora la richiesta è stata respinta due volte, ma la possibilità di ripresentarla permane. L’uomo, classe 1968, non ha ancora raggiunto i 60 anni.
La morte di Luciano Paolucci riporta al centro dell’attenzione il caso che segnò la comunità folignate e le preoccupazioni locali legate all’eventualità di un futuro rilascio di Chiatti dalla struttura per la sicurezza sociale.