Perugia · 13 Ottobre 2026

Perugia: Corte dei conti esclude "colpa grave" per dottoressa del Pronto soccorso

Rigettato il ricorso della Procura; complicazioni attribuite a un'appendicite retrocecale

Perugia: Corte dei conti esclude "colpa grave" per dottoressa del Pronto soccorso
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

La vicenda risale a maggio 2019: una donna si era presentata al Pronto soccorso lamentando forti dolori addominali. Dopo una radiografia la dottoressa aveva formulato la diagnosi di "dolore addominale fianco destro" e dimesso la paziente. Gli esami ematici, però, mostravano un aumento dei globuli bianchi e della Proteina C reattiva.

Tre giorni dopo, il 29 maggio, la paziente è tornata in ospedale; gli accertamenti diagnostici evidenziarono un'appendicite acuta gangrenosa con peritonite che rese necessario un intervento chirurgico d'urgenza. A causa di complicanze il 7 giugno è stata eseguita una seconda operazione con resezione intestinale.

La Procura contabile aveva chiesto che la dottoressa fosse condannata al risarcimento di 44.500 euro, somma corrispondente a quanto pagato in via transattiva dalla Usl alla paziente. L'accusa riteneva sussistere una "colpa grave" per non aver valutato l'ipotesi di appendicite nonostante i sintomi e gli esami alterati.

La convenuta, assistita dall'avvocato Renato Mantovani, aveva contestato l'accusa sostenendo di aver seguito i protocolli e producendo un parere medico-legale che escludeva la colpa grave e l'applicabilità delle linee guida invocate dalla Procura.

La Corte dei conti, dopo aver disposto una consulenza tecnica d'ufficio, ha ritenuto che la visita del 26 maggio fosse stata svolta correttamente secondo la diligenza richiesta in un contesto di Pronto soccorso. I consulenti hanno rilevato che si trattava di un'appendicite retrocecale in posizione anomala, con sintomi poco tipici e segni radiologici non chiari, e hanno osservato che neppure una TAC eseguita in quel momento avrebbe consentito di confermare con certezza l'infiammazione.

Nella sentenza la Corte ha richiamato i principi che definiscono la "colpa grave" in ambito sanitario, applicandoli ex ante, cioè valutando ciò che era ragionevolmente prevedibile al momento dei fatti. Sulla base di questa valutazione i giudici hanno concluso che non sussistevano elementi sufficienti per imputare alla dottoressa una responsabilità per colpa grave.

Fonte: Raccontiamo Perugia

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