Sicurezza sul lavoro in Umbria: calano i decessi ma aumentano gli infortuni nei primi sette mesi del 2026
La presidente Proietti invita a rendere strutturale la prevenzione e a rafforzare formazione e controlli
Nei primi sette mesi del 2026 l'Umbria ha registrato un calo degli incidenti mortali sul lavoro, passati da 10 a 6 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Contestualmente, gli infortuni sul posto di lavoro (esclusi gli studenti) sono aumentati a 3.839 casi, contro i 3.630 del 2025, segnando un incremento del 5,8%.
Le osservazioni sono state fornite dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, in occasione della 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Proietti ha ricordato le vittime e le loro famiglie e ha sottolineato che "dietro ogni numero c'è una persona, una famiglia, una comunità ferita". Ha aggiunto che "non c'è nulla di fatale in una morte sul lavoro: c'è sempre una prevenzione che poteva essere fatta meglio".
La Giunta regionale, secondo quanto comunicato, ha rafforzato la vigilanza nei cantieri e avviato piani mirati di prevenzione per l'edilizia e per i settori con esposizioni critiche. L'obiettivo dichiarato è trasformare la sicurezza da risposta emergenziale a politica strutturale, in collaborazione con Prefetture, Ispettorato, Inail, Anmil, parti sociali, imprese e scuole.
Tra le criticità emerse c'è anche la crescita degli incidenti nel tragitto casa-lavoro, un dato che la Regione interpreta come indicazione che la sicurezza riguarda anche la mobilità, l'organizzazione dei turni e i tempi di vita e di lavoro. La presidente Proietti ha richiamato la necessità di una formazione realmente efficace, non mero adempimento formale, e accessibile anche a lavoratori stranieri, ai più giovani e a chi è appena entrato in azienda.
I dati e le misure annunciate hanno rilievo anche per la provincia di Perugia, che fa parte del territorio regionale interessato dalle iniziative di vigilanza e prevenzione descritte.