Perugia · 01 Ottobre 2026

Omicidio Cumani: il gup si riserva sul riconoscimento dell'aggravante, decisione al 15 ottobre

La difesa di Yassin Amri chiede l'esclusione dell'aggravante e il rito abbreviato; la famiglia vuole il concorso per tutti gli imputati

Si è tenuta nel pomeriggio del 1° ottobre la seconda udienza preliminare relativa all'omicidio di Hekuran (Heku) Cumani, il 23enne di Fabriano ucciso nella notte del 18 ottobre scorso nel parcheggio della facoltà di Matematica dell'Università di Perugia, dietro il 110Cafè di via Pascoli. Al centro dell'udienza la richiesta della difesa di escludere l'aggravante dei motivi futili e abietti contestata dal pubblico ministero Gemma Miliani.

L'avvocato di Yassin Amri, principale imputato, Vincenzo Bochicchio, ha sollecitato il gup Giorgio Margheri a valutare la non sussistenza dell'aggravante e, in caso di esito favorevole, a consentire l'accesso al rito abbreviato, condizionato alla perizia medico-legale sulla compatibilità delle due lame sequestrate con la ferita mortale che ha provocato la morte di Cumani e con la ferita riportata dal fratello Samuele.

Il giudice si è riservato di decidere e ha aggiornato l'udienza al 15 ottobre, quando saranno sciolte le riserve sulle istanze presentate dalle parti. La Procura ha coordinato le indagini fin dalle prime ore la squadra mobile di Perugia: secondo la ricostruzione degli investigatori, lo scontro fra i due gruppi sarebbe nato per una battuta sul calcio, degenerando poi nella coltellata che ha ucciso Hekuran e ha ferito il fratello.

Nel corso dell'udienza i genitori e il fratello della vittima, rappresentati dagli avvocati Daniele Carmenati e Claudio Alianiello, sono stati ammessi come parti civili e hanno depositato richieste economiche di risarcimento, contestate dalle difese. All'uscita dall'aula Carmenati ha dichiarato: "Durante l'udienza è emersa la tesi secondo cui il nostro agire sarebbe stato orientato a logiche di tipo economico, ma sconfessiamo questa ipotesi, la neghiamo categoricamente".

La famiglia, tramite i propri legali, chiede che anche gli altri imputati siano chiamati a rispondere del concorso anomalo nell'omicidio volontario. Attualmente tre persone — una ragazza e due ragazzi — sono indagate a vario titolo per lesioni personali, minaccia e porto abusivo di armi da taglio. Per questi ultimi gli avvocati difensori hanno proposto soluzioni diverse: messa alla prova per la giovane, patteggiamento per uno dei ragazzi e rito ordinario per l'altro.

Sono inoltre al vaglio richieste di riti alternativi e misure per alcuni degli imputati minorenni, difesi dagli avvocati Franco Libori, Andrea Ulivucci, Giuseppe Gasparri e Beatrice Ronchetti. Il giudice potrebbe anche invitare il pubblico ministero a rivedere la qualificazione del fatto, inclusa l'eventuale contestazione del reato di rissa.

La vicenda ha avuto anche un risvolto legato ai social: è emerso un video di una videochiamata effettuata da Amri dal carcere che è stato poi pubblicato da terzi. L'avvocato Bochicchio ha precisato che il suo assistito aveva l'autorizzazione per le videochiamate con i familiari, che non utilizzava cellulari proibiti e che non poteva sapere della pubblicazione del filmato. La Procura ha comunque svolto perquisizioni e ipotizzato reati connessi alla vicenda.

Il processo proseguirà con la decisione del gup fissata per il 15 ottobre. I termini della custodia cautelare per Amri scadranno alla fine del mese, rendendo urgente la definizione delle questioni rimaste aperte.

A margine dell'udienza è intervenuto anche Denis Cumani, fratello maggiore della vittima, che ha raccontato il dolore della famiglia: "A volte sembra tutto un sogno, lui è così intenso nei nostri ricordi, che mi viene voglia di chiamarlo... Ciò che ci dà la forza è il piccolo di casa e il grande desiderio di avere giustizia per mio fratello".

Fonte: Raccontiamo Perugia

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