Perugia · 29 Settembre 2026

Truffa telefonica a Perugia: risarcimento dimezzato per concorso di colpa della vittima

Il giudice di pace riconosce la responsabilità di Poste Italiane ma riduce il rimborso al 50% perché la cliente era stata avvertita del rischio di frode

I fatti risalgono a giugno 2023: una cliente si è presentata allo sportello di un ufficio postale di Perugia e ha effettuato una ricarica di 4.900 euro su una carta PostePay intestata a una persona a lei sconosciuta, dopo aver ricevuto istruzioni telefoniche da un terzo. L’operazione ha quasi azzerato il suo conto corrente.

Nel giudizio promosso dalla donna, assistita dall’avvocato Francesco Gatti, è stato valutato il comportamento dell’operatrice di sportello e quello della cliente. Poste Italiane aveva sostenuto la regolarità dell’operazione, sottolineando che la ricarica era stata disposta direttamente dalla correntista e che quindi non si applicava la normativa sui servizi di pagamento relativa alle operazioni non autorizzate.

Il giudice di pace Fernando Salvetti ha invece riconosciuto la responsabilità contrattuale di Poste Italiane rilevando che la transazione presentava segnali tipici di anomalia: importo elevato, beneficiario sconosciuto, cliente al telefono e operazione insolita rispetto alla storia ventennale del rapporto. Secondo la sentenza, l’operatrice avrebbe dovuto verificare la volontà effettiva della cliente prima di procedere, e non è stato dimostrato l’adozione di protocolli specifici per gestire situazioni di “vishing”. Il giudice richiama altresì principi giurisprudenziali, citando la Cassazione n. 2950/2017.

Contemporaneamente il giudice ha ritenuto sussistente un concorso di colpa della ricorrente: prima di recarsi allo sportello la donna aveva contattato il numero verde di Poste Italiane e aveva ricevuto l’esplicito avviso che il messaggio ricevuto era una frode. Nonostante l’avvertimento, si è comunque recata all’ufficio postale e ha effettuato l’operazione, comportamento che il giudice ha qualificato come fatto colposo della vittima.

Tenuto conto della gravità della negligenza dell’operatrice e del grado di colpa della cliente, il giudice ha ridotto del 50% il risarcimento: Poste Italiane è stata condannata a corrispondere 2.450 euro, oltre agli interessi legali dal 26 maggio 2023 al 16 giugno 2023 e agli interessi moratori dal 17 giugno 2023 fino al saldo.

Le spese di lite sono state compensate per metà e per l’altra metà imputate a Poste Italiane, che è stata inoltre condannata a rimborsare 695 euro di spese processuali alla ricorrente.

La sentenza è quella del giudice di pace Fernando Salvetti e ricostruisce una pratica di “vishing” conclusasi con una decisione che ripartisce la responsabilità tra l’istituto e la cliente.

Fonte: Raccontiamo Perugia

Torna a Perugia