Foligno, avviso di garanzia e divieto di avvicinamento per un uomo accusato di maltrattamenti
Contrasti tra verbali della polizia e referto ospedaliero; la Procura dispone ulteriori accertamenti
La Procura di Spoleto ha disposto ulteriori accertamenti su un caso di presunti maltrattamenti che vede coinvolto un cittadino rumeno residente a Foligno, nei confronti del quale è stato emesso un avviso di garanzia ai sensi del Codice rosso. All'uomo è stato contestato il divieto di avvicinamento e disposta l'applicazione del braccialetto elettronico come misura cautelare; il giudice si è riservato sulla richiesta di misure alternative.
Secondo gli atti, la vicenda riguarda due persone che hanno convissuto per un periodo e che negli ultimi mesi avrebbero avuto rapporti segnati da alcol, richieste di denaro e frequenti liti. I verbali di intervento delle forze dell'ordine riportano più interventi per ubriachezza e discussioni, ma non contengono annotazioni sulla presenza di segni o lesioni sul volto o sul corpo della donna.
Il giorno successivo a uno degli interventi la donna si sarebbe recata in ospedale, dove un referto medico avrebbe rilevato tumefazioni al labbro e all'occhio. Questa discrepanza tra i verbali della polizia e il referto ha spinto la Procura a richiedere approfondimenti per ricostruire la dinamica degli episodi contestati e l'origine delle lesioni.
Nel corso dell'interrogatorio l'indagato, difeso dall'avvocato Dario Epifani, ha respinto con fermezza le accuse: «Non l'ho mai picchiata», ha dichiarato, ammettendo però che i rapporti tra i due erano spesso segnati dall'abuso di alcol. Ha riferito di liti, spintoni e di insulti, ma ha negato di aver colpito la donna con pugni, schiaffi o calci.
La difesa ha inoltre messo in luce elementi che, a suo avviso, rendono contraddittoria la versione della presunta vittima, sottolineando che la relazione tra i due sarebbe terminata da mesi, pur con comportamenti di vicinanza emotiva da parte della donna. L'indagato ha anche affermato che, nelle occasioni in cui sono intervenute le forze dell'ordine, non erano visibili segni di violenza e che in una notte si sarebbe allontanato insieme alla polizia intorno alle due del mattino.
La Procura ha ritenuto comunque necessario procedere ad accertamenti supplementari per chiarire i fatti, compresa la concreata dinamica delle presunte aggressioni e la natura delle lesioni riscontrate. Sul fronte cautelare, la Procura ha valutato l'applicazione del braccialetto elettronico, misura la cui efficacia è resa complessa dalla distanza fra le abitazioni delle parti — stimata in circa 300 metri, inferiore ai 500 metri a cui si riferisce la normativa — e per la quale è stata offerta all'indagato, su disponibilità del datore di lavoro, una soluzione abitativa alternativa a Sansepolcro.
Le indagini proseguono con ulteriori accertamenti disposti dalla Procura di Spoleto per verificare le versioni dei fatti e chiarire le responsabilità.