Assolto il conducente del furgone che investì un 17enne a San Galigano
I periti hanno ritenuto l’incidente imprevedibile e inevitabile; si attendono le motivazioni del giudice
Il processo celebrato con rito abbreviato al Tribunale penale di Perugia si è concluso con l’assoluzione del conducente, un uomo di 50 anni di origine sudamericana, imputato per la morte di un ragazzo di 17 anni avvenuta nel marzo 2024 a San Galigano.
Secondo la ricostruzione della Polizia locale, il giovane si trovava sul marciapiede di via San Galigano, in direzione delle terme, quando sarebbe sceso per attraversare e raggiungere la fermata del bus. Il furgone, che procedeva verso la rotatoria dei Rimbocchi, lo ha colpito con lo specchietto retrovisore laterale all’altezza della testa.
Il conducente si era fermato, aveva chiamato il 118 ed era stato sottoposto agli accertamenti per verificare l’eventuale assunzione di alcol o sostanze. Il ragazzo era stato trasportato in ospedale in codice rosso e sottoposto a un intervento chirurgico; è morto il giorno successivo per la gravità della ferita. Anche il conducente aveva ricevuto assistenza medica per lo stato di choc.
Nel corso del procedimento sono state depositate tre perizie tecniche che, secondo quanto riferito, hanno concordato su due elementi principali: l’imprevedibilità e l’inevitabilità dell’evento. I consulenti hanno ritenuto che né una velocità risultata di poco superiore al limite né l’attraversamento lontano dalle strisce pedonali abbiano inciso sull’esito del sinistro. I periti hanno inoltre osservato che l’urto fatale è stato determinato dal posizionamento alto dello specchietto del furgone e che un’autovettura non avrebbe probabilmente prodotto conseguenze mortali.
L’imputato era difeso dall’avvocato Luca Pietrocola. Per comprendere compiutamente le motivazioni dell’assoluzione bisognerà attendere la pubblicazione delle motivazioni da parte del giudice.