Gubbio, condannati tre uomini per la violenza in piazza Quaranta Martiri
Pene tra 6 anni e 6 anni e 8 mesi per i fatti della notte tra il 4 e il 5 settembre 2025
Il giudice per l’udienza preliminare Valeria Casciello ha condannato tre uomini per i fatti avvenuti nella notte tra il 4 e il 5 settembre 2025 in piazza Quaranta Martiri a Gubbio. Le pene sono state comminate a due fratelli originari di Nardò, residenti nel territorio eugubino, di 44 e 37 anni (6 anni e 8 mesi ciascuno), e a un cuoco di Gualdo Tadino, coetaneo del fratello minore, condannato a 6 anni e 4 mesi.
L’accusa, sostenuta dal sostituto procuratore Laura Reale, ha contestato ai tre violenza sessuale in concorso, lesioni personali e tentata rapina. Secondo la ricostruzione della Procura, la vittima, una donna di 36 anni di Gubbio, si trovava in auto con un amico di 48 anni quando i tre si sarebbero avvicinati con violenza e avrebbero trascinato la donna fuori dal veicolo.
Gli inquirenti riferiscono che la donna sarebbe stata sbattuta contro un’altra vettura, palpeggiata, baciata con violenza e le sarebbe stata sollevata la maglietta; per piegarne la resistenza sarebbe stata colpita con uno schiaffo e avrebbero abbassato i suoi pantaloni e le mutande, chiudendole la bocca per impedirle di urlare. Il compagno della vittima avrebbe tentato di intervenire ma sarebbe stato bloccato e aggredito con calci e pugni dagli altri due imputati.
L’aggressione si sarebbe interrotta solo con l’arrivo di alcune persone attirate dalle grida della vittima, che avrebbero fatto allontanare i tre.
Durante le fasi iniziali del procedimento il cuoco di Gualdo Tadino si è avvalso della facoltà di non rispondere; i due fratelli hanno fornito una versione difforme, sostenendo di essersi avvicinati per aiutare la donna che, a loro dire, sembrava in stato di ebbrezza. Il giudice ha ritenuto però sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari: la custodia cautelare in carcere era stata confermata dal gip e successivamente trasformata in domiciliari dopo il vaglio del Tribunale del Riesame.
Gli avvocati difensori Ubaldo Minelli, Erika Brunori e Giuliano Bellucci hanno annunciato la richiesta di revoca della misura cautelare. La parte offesa, assistita dall’avvocato Francesca Pieri, ha ottenuto la liquidazione di una provvisionale: 20.000 euro alla donna e 5.000 euro alla madre, con il riconoscimento del risarcimento dei danni da quantificare in sede civile separata.