Pellicole in vetrina ritenute pubblicità: ridotto il canone dopo la verifica delle misure
La Corte di giustizia tributaria di Perugia conferma la natura pubblicitaria ma limita l’imponibile alla superficie reale delle pellicole
Un commerciante di Ponte San Giovanni ha impugnato un avviso di accertamento della concessionaria Dogre Srl relativo al canone unico patrimoniale per l’anno 2024, contestando l’imposizione sulle pellicole adesive applicate alle vetrine del negozio.
Le quattro vetrine in questione erano coperte da pellicole schermanti che riproducevano ambientazioni con capi di abbigliamento e calzature richiamanti noti marchi. L’attività ha sostenuto che si trattava di una normale esposizione vetrinistica a fini espositivi e non promozionali, mentre la concessionaria ha ritenuto le immagini destinate ad attrarre l’attenzione dei passanti e a promuovere l’attività commerciale.
Il giudice monocratico della Corte di giustizia tributaria di primo grado di Perugia ha ritenuto che, per la natura e la visibilità delle grafiche dalla pubblica via, le pellicole assumono una funzione pubblicitaria e quindi rientrano nelle forme di comunicazione soggette a imposizione. Nel decisione il tribunale ha richiamato un’ordinanza della Corte di Cassazione del 2020 che distingue i mezzi di comunicazione al pubblico da quelli a sola finalità decorativa.
Sul punto delle dimensioni contestate, però, la Corte ha dato ragione al ricorrente: la documentazione fotografica e grafica prodotta dalla difesa ha dimostrato errori nelle misure indicate nell’avviso (rispettivamente 9 e 12 metri quadrati). Il giudice ha quindi rideterminato la superficie imponibile e ridotto gli oneri complessivi a 2.316 euro. Le spese processuali sono state compensate integralmente tra le parti.