Perugia · 01 Settembre 2026

Assolti i dipendenti Asl di Spoleto: la Corte d’appello di Perugia non ravvisa truffa

I giudici ritengono insufficienti le prove sulla manomissione del sistema di timbratura e sulla volontà fraudolenta

Assolti i dipendenti Asl di Spoleto: la Corte d’appello di Perugia non ravvisa truffa

La vicenda giudiziaria riguarda diversi dipendenti dell’Asl di Spoleto accusati dalla Procura di aver alterato il sistema di rilevazione delle presenze per far risultare in servizio un collega che sarebbe stato invece impegnato in attività extraistituzionali.

L’accusa, formulata anche come truffa aggravata ai danni dello Stato e come falsa attestazione di presenza ai sensi della legge Brunetta, ipotizzava inoltre il concorso dei colleghi per omessa vigilanza sugli incarichi extraistituzionali.

Nella sentenza di assoluzione la Corte d’appello di Perugia ha ritenuto le prove presentate dalla Procura «non sufficienti» per sostenere la responsabilità penale degli imputati. I giudici hanno messo in evidenza tre elementi decisivi nella motivazione.

Innanzitutto, in molti casi l’imputato principale aveva richiesto e ottenuto autorizzazioni per incarichi extraistituzionali, con una prassi interna dell’Asl che però è risultata talvolta «non sempre formalizzata», elemento che crea ambiguità amministrativa ma non integra automaticamente un reato penale.

In secondo luogo, sulle giornate nelle quali risultava una coincidenza tra timbrature in ufficio e presunte attività altrove non è stato dimostrato che il dipendente fosse effettivamente impegnato in altre attività in quei momenti; la sola coincidenza temporale non prova la volontà fraudolenta.

Infine, non è emersa alcuna prova tecnica o testimoniale certa che attestasse la manomissione del sistema di rilevamento elettronico o l’uso del badge da parte di terzi per timbrare al posto del dipendente assente.

I giudici hanno inoltre rilevato che molte delle contestazioni erano già state esaminate e, in parte, archiviate in sede disciplinare dall’Asl stessa. «Le accuse nei confronti degli imputati erano generiche e non circostanziate», si legge nella motivazione, che ha portato all’accoglimento della tesi difensiva e al proscioglimento dagli addebiti.

Con questa decisione, la Corte d’appello ha quindi assolto i lavoratori da tutte le imputazioni riferite nel procedimento.

Fonte: Raccontiamo Perugia

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