Perugia · 01 Settembre 2026

Cassazione conferma condanne per banda che vendeva droga via Telegram tra Perugia e Castiglione del Lago

Pene definitive per cinque persone; sequestrati stupefacenti e denaro, disposto il sequestro e la confisca

Cassazione conferma condanne per banda che vendeva droga via Telegram tra Perugia e Castiglione del Lago

La Cassazione ha reso definitive le condanne di cinque persone che, secondo le indagini della Questura di Perugia, gestivano un vasto traffico di stupefacenti attraverso un sistema di vendita online su Telegram e consegne a domicilio.

Gli imputati, di età compresa tra 23 e 28 anni e indicati nella fase processuale come per lo più di origine nordafricana, sono stati giudicati colpevoli, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e di numerosi episodi di cessione di droga. La Corte ha riconosciuto l’esistenza di un’organizzazione strutturata con ruoli predeterminati, disponibilità di mezzi e immobili e un programma criminoso comune.

Le pene definitive stabilite dalla Cassazione sono: per il 27enne ritenuto capo dell’organizzazione, 6 anni, 1 mese e 20 giorni di reclusione; per il 25enne, che gestiva il bacino perugino, 2 anni, 5 mesi e 14 giorni; per il 26enne, addetto al traffico verso le Marche, 4 anni e 6 mesi; per il 28enne, responsabile dell’area toscana, 5 anni, 3 mesi e 18 giorni; per il 23enne di Magione, con funzioni di driver e addetto alle consegne, 4 anni e 6 mesi.

Le indagini della Polizia di Stato, condotte mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione e pedinamenti, avevano già portato all’arresto di altri componenti della banda e al sequestro di 56 chili di hashish, 2 chili di marijuana e 30.000 euro in contanti. Gli inquirenti avevano ricostruito l’uso del canale Telegram «DoctorTerpzbot» come vero e proprio negozio virtuale, con catalogo, listini prezzi, sconti per acquisti consistenti e la possibilità per clienti “affezionati” di entrare nel gruppo.

Il sistema operativo prevedeva tre meet point territoriali (Umbria, Toscana e Marche), un servizio di driver per le consegne e una rete di immobili adibiti a piantagioni e depositi. La sentenza ha attribuito particolare valore probatorio alle conversazioni intercettate e all’attività sul canale Telegram, ritenute fondamentali per ricostruire l’architettura dell’associazione.

La Cassazione ha accolto parzialmente alcuni motivi di ricorso: è stata riconosciuta l’attenuante prevista dall’art. 74, comma 7 del D.P.R. 309/90 per il 27enne; per il 23enne è stata revocata l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, ridotta a cinque anni; per il 25enne è stata revocata l’interdizione quinquennale.

Infine la Corte ha disposto la confisca di quanto già sottoposto a sequestro, inclusi gli stupefacenti e le somme di denaro, con devoluzione allo Stato.

Fonte: Raccontiamo Perugia

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