Perugia · 22 Agosto 2026

Phishing con falsa firma della Polizia: Perugia tra le città più esposte al cybercrime

Email che accusano i destinatari di reati sessuali online, mentre i dati 2024-2026 indicano un aumento delle truffe informatiche nella provincia

Phishing con falsa firma della Polizia: Perugia tra le città più esposte al cybercrime

La Polizia Postale ha ricostruito una sofisticata campagna di phishing che raggiunge migliaia di persone tramite email in cui i malfattori si spacciano per il capo della Polizia Vittorio Pisani. I messaggi, formalmente costruiti come un presunto ordine del Tribunale, accusano i destinatari di gravi reati legati alla pedopornografia o alla cyberpornografia e richiamano presunte collaborazioni con Interpol e Fbi per aumentare la credibilità della minaccia.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le false comunicazioni ingiungono alle vittime di fornire «giustificazioni» entro 72 ore e mirano a indurre panico per ottenere contatti diretti e, successivamente, pagamenti per «chiudere la pratica». La Polizia di Stato ha smentito l’autenticità delle email e ha sottolineato che l’istituzione non invia questo tipo di comunicazioni via posta elettronica o messaggistica.

I dati sul fenomeno in Umbria confermano un quadro di crescente esposizione al cybercrime. Il Crime Risk Report 2026 di Truffa.net posiziona Perugia all’ottavo posto tra le città italiane per rischio di criminalità digitale, con un punteggio di 5,05 e 519 truffe online denunciate ogni 100.000 abitanti, davanti a realtà come Monza e Venezia.

Indicatori diversi confermano la diffusione del problema: l’Indice della criminalità 2024 del Sole 24 Ore colloca Perugia al 38° posto su 106 città per incidenza complessiva dei reati (22.437 denunce, pari a 3.524,89 ogni 100.000 abitanti) e al 29° posto per quanto riguarda truffe e frodi informatiche, con 3.305 denunce.

Nel dettaglio regionale, il report 2024 della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica indica che tra il 1° gennaio e il 21 dicembre 2024 gli uffici umbri hanno trattato 1.414 casi di criminalità informatica, con 382 persone indagate. La provincia di Perugia ha registrato il maggior numero di interventi (1.108 casi) rispetto a Terni (306).

Le frodi online nel 2024 sono state 520 a livello regionale, con 207 indagati: 410 casi nella provincia di Perugia e 110 in quella di Terni. In Umbria le truffe denunciavano un incremento superiore al 50 per cento, segnalato come quasi cinque volte il tasso nazionale. Tra le modalità in aumento figura il «trading online» fraudolento, che ha causato perdite per 3.492.866 euro.

La Guardia di finanza dell’Umbria ha inoltre portato alla luce una maxi truffa del 2025 legata a falsi investimenti in criptovalute: secondo i rilievi, oltre 30.000 persone sarebbero state coinvolte con un ammontare sottratto di circa 36 milioni di euro; le attività investigative hanno determinato recuperi a tassazione superiori ai 37 milioni di euro. Nel 2025 il Corpo ha effettuato 98 interventi nel contrasto al cybercrime, denunciando 15 soggetti e proponendo sequestri per oltre 56 milioni di euro.

Sul versante della tutela di minori e vittime, il Centro Operativo umbro ha condotto 27 perquisizioni nel 2024, indagato 26 persone e proceduto a 5 arresti per reati connessi allo sfruttamento sessuale in rete; sono stati monitorati più di 450 siti e 20 sono stati inseriti nella black list nazionale. Sono inoltre aumentati casi di cyberbullismo e di diffusione non autorizzata di immagini intime, con più segnalazioni anche nella fascia d’età giovanile.

Il Centro Nazionale Anticrimine Informatico (CNAIPIC) ha gestito in Umbria circa 250 attacchi informatici significativi e diramato oltre 420 alert. Le tecniche più usate restano ransomware e attacchi DDoS, con pubbliche amministrazioni locali e aziende sanitarie tra gli obiettivi preferiti.

Per contrastare le minacce, il procuratore generale di Perugia Sergio Sottani ha definito i crimini informatici «le nuove frontiere del crimine», richiamando l’attenzione su fenomeni quali l’istigazione al suicidio via chat, il revenge porn e la radicalizzazione online. Sul piano operativo, è stato adottato un nuovo protocollo organizzativo in materia di criminalità organizzata e terrorismo e il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale di Perugia ha siglato intese con istituzioni e aziende, tra cui ANCI Umbria, Regione Umbria, CSIRT Umbria e imprese locali, per rafforzare la condivisione informativa e la protezione delle infrastrutture critiche.

Il questore di Perugia Dario Sallustio ha più volte sottolineato come la sicurezza cibernetica sia una sfida prioritaria per istituzioni, imprese e cittadini, richiedendo una sinergia fra gli operatori pubblici e privati per tenere testa a una criminalità sempre più organizzata e sofisticata.

Fonte: Raccontiamo Perugia

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