Perugia · 22 Agosto 2026

Stalking a Perugia: condannato a due anni l’ex che seguiva la donna con appostamenti e un gps

La Corte d’appello conferma la pena per pedinamenti, appostamenti sotto casa e sul luogo di lavoro e l’installazione di un dispositivo di localizzazione.

Stalking a Perugia: condannato a due anni l’ex che seguiva la donna con appostamenti e un gps

La Corte d’appello di Perugia ha inflitto una pena di due anni all’uomo riconosciuto colpevole del reato di atti persecutori nei confronti della sua ex compagna. L’accusa ha ricostruito una serie di comportamenti reiterati e invasivi messi in atto dopo la fine della relazione.

Dagli atti processuali emerge che l’imputato si sarebbe appostato più volte, anche di notte, nei pressi dell’abitazione della donna, rimanendo a lungo all’interno della propria auto. In altre occasioni gli appostamenti si sarebbero ripetuti nei pressi dell’ospedale di Perugia dove la donna svolge la professione di infermiera, con visite ripetute sul luogo di lavoro.

Le indagini hanno inoltre evidenziato che l’uomo avrebbe applicato un dispositivo gps sotto l’autovettura della vittima per monitorarne gli spostamenti. Immagini di videosorveglianza dell’ospedale avrebbero documentato anche atti di danneggiamento compiuti dall’imputato ai danni della vettura della donna.

La difesa ha sostenuto che i comportamenti costituissero tentativi di riconciliazione o la ricerca di materiali di proprietà dell’uomo rimasti nell’abitazione della ex, e ha definito gli episodi come isolati. I giudici, invece, hanno ritenuto che la condotta fosse preordinata e costante nel tempo, sufficiente a integrare il reato di stalking.

Determinante per la decisione sono state le ripercussioni sulla vittima e sul figlio convivente: la donna ha riferito di un perdurante stato di ansia e di aver dovuto modificare le proprie abitudini per timore di essere raggiunta o controllata dall’ex partner.

La Corte d’appello di Perugia, richiamando orientamenti della Cassazione, ha sottolineato che non è necessario che le condotte siano accompagnate da minacce esplicite: la reiterazione di pedinamenti e appostamenti, se tale da generare uno stato di allarme e paura persistente nella vittima e a costringerla a cambiare vita, configura il reato di atti persecutori.

Fonte: Raccontiamo Perugia

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