Tribunale di Perugia: un rito unico per le crisi familiari e più ascolto dei minori, ma emergono critiche di un padre separato
La relazione annuale evidenzia novità procedurali e organizzative; un genitore contesta l'assegnazione della casa e i provvedimenti giudiziari
La relazione annuale sullo stato dei servizi del settore famiglia del Tribunale di Perugia, che copre il periodo da luglio 2023 a giugno 2024, indica il comparto come uno dei più innovativi dell'amministrazione giudiziaria umbra. Tra le novità segnalate vi è la previsione di un unico rito contenzioso per i procedimenti separativi, comprese separazioni, divorzi, regolamentazioni della responsabilità genitoriale per figli nati fuori dal matrimonio e modifiche delle condizioni precedenti.
Il documento evidenzia inoltre misure volte alla tutela dei soggetti più fragili: l'ascolto del minore ultradodicenne è stato qualificato come «ipotesi ordinaria» salvo manifeste superfluità o impedimenti, sono previste disposizioni specifiche per i casi di violenza domestica o di genere e sono inserite ipotesi di obbligatorietà della rappresentanza del minore tramite curatore speciale.
La relazione richiama gli articoli del codice che disciplinano l'ascolto e i diritti del figlio, citando in particolare l'articolo 315‑bis, comma 3, del codice di procedura civile e l'articolo 336‑bis del codice civile. Nel periodo preso in esame è aumentato il numero di casi in cui sono stati ascoltati i minori ultradodicenni: un incremento che la sezione attribuisce a una più rigorosa scelta interpretativa, con una più stretta delimitazione delle ipotesi di «manifesta superfluità» previste dall'articolo 473‑bis.4 del codice di procedura civile.
Sul piano organizzativo, con il contributo della Fondazione Perugia è stata allestita una stanza attrezzata nell'edificio del settore civile per l'ascolto del minore, dotata del sistema di ripresa audio‑video fornito dal Ministero per le registrazioni previste dall'articolo 473‑bis. Una predisposizione analoga è stata realizzata anche nel settore penale.
I dati di attività registrati al Tribunale di Perugia mostrano un quadro articolato. Le separazioni giudiziali sono passate da 138 procedimenti pendenti iniziali a 159 pendenti finali (94 sopravvenuti, 73 esauriti). I divorzi giudiziali sono saliti da 94 a 124 (98 sopravvenuti, 68 esauriti). Le modifiche giudiziali alle condizioni di separazione e divorzio sono aumentate da 62 a 101 (76 sopravvenuti, 37 esauriti).
Sul fronte consensuale, le separazioni consensuali hanno registrato 147 pendenti iniziali, 338 sopravvenuti, 325 esauriti e 160 pendenti finali; i divorzi congiunti risultano 131 iniziali, 306 sopravvenuti, 292 esauriti e 145 finali; le modifiche congiunte 13 iniziali, 36 sopravvenute, 33 esaurite e 16 finali.
Anche la Corte d'appello del settore famiglia mostra un calo dei procedimenti contenziosi pendenti, da 223 a 191, mentre i procedimenti a domanda congiunta registrano un numero di definiti (360) superiore ai sopravvenuti (298), segnalando un andamento positivo per le soluzioni consensuali.
Nella relazione è riportata anche la testimonianza di un padre separato che esprime critiche sul modo in cui vengono adottati i provvedimenti relativi alla casa coniugale. Il padre sottolinea che «la casa coniugale, in presenza di figli minori, viene assegnata ai figli minori, non al genitore», e afferma di essere stato privato della propria abitazione per oltre dieci anni.
Racconta di aver chiesto di poter rientrare nella casa di sua proprietà quando il figlio è divenuto maggiorenne, ma di aver ottenuto come risposta che «ormai aveva raggiunto un sostanziale equilibrio», e che la Corte d'appello ha preso atto di tale equilibrio senza sentirlo. «Io a casa mia non posso tornare», dichiara.
Il genitore contesta inoltre quella che definisce una stereotipizzazione dei provvedimenti giudiziari — «provvedimenti fotocopia» — e chiede una maggiore attenzione alla valutazione della capacità genitoriale e a situazioni economiche e organizzative diverse, lamentando anche difficoltà pratiche legate alla rendicontazione delle spese per i figli.
La relazione conclude che il settore famiglia in Umbria procede verso una maggiore tutela effettiva dei minori e la deflazione del contenzioso, con la consensualità che rimane la via privilegiata per la gestione delle crisi familiari.