Quindicenne di Bari trattenuto a Malta: autorità parlano di "reati gravissimi", la famiglia denuncia adescamento online
Il ragazzo è in custodia cautelare dal 25 maggio; autorità maltesi e Farnesina confermano il monitoraggio del caso e la collaborazione con Europol
La vicenda riguarda un quindicenne originario di Bari arrestato a Malta il 25 maggio dopo un episodio che ha provocato un allarme nell'istituto scolastico frequentato dal ragazzo. Da allora il giovane è rimasto in custodia cautelare, per un periodo complessivo superiore ai 70 giorni.
Le autorità maltesi, riportate dal ministro dell'Interno Glenn Bedingfield, affermano che non si tratterebbe di uno scherzo isolato e hanno contestato al ragazzo "una vasta gamma di reati gravi", tra cui associazione a delinquere, partecipazione e coinvolgimento attivo in un'organizzazione criminale, reati connessi a produzione, distribuzione e possesso di materiale pedopornografico, diffusione di false informazioni, minacce aggravate e intimidazione. Il ministro ha precisato che "saranno i tribunali a pronunciarsi sulla base delle prove presentate". L'indagine è condotta dalle autorità maltesi in collaborazione con Europol.
La famiglia del ragazzo, rappresentata dal padre Antonio Santoiemma, non nega la responsabilità del figlio per l'episodio che ha fatto scattare l'arresto, ma ipotizza che dietro l'azione ci sia una rete che adescava e ricattava minori online. Il padre ha dichiarato: "Effettivamente nostro figlio ha procurato questo allarme bomba. Ora bisogna capire e approfondire chi l'abbia costretto a fare una cosa del genere" e ha aggiunto che sospettano che il ragazzo "sia stato vittima di questi gruppi criminali che operano online, adescano questi ragazzini, li manipolano, poi li costringono tramite ricatto e quant'altro a commettere questi gesti".
I genitori denunciano inoltre condizioni di detenzione ritenute dure per un minorenne: secondo la famiglia il ragazzo avrebbe trascorso inizialmente quattro giorni in una cella del carcere per adulti e successivamente sarebbe rimasto per 35 giorni in una stanza in cui veniva chiuso per 22 ore al giorno. Descrivono l'ambiente come composto solo da un letto, un water e un lavandino, costantemente sorvegliato dalle telecamere. La versione delle autorità carcerarie maltesi è diversa: fonti del dipartimento carcerario hanno spiegato che il minore è tenuto separato dai coetanei per motivi di sicurezza "anche nei confronti degli altri detenuti". La Correctional Services Agency (CSA) ha dichiarato di operare "nel pieno rispetto delle norme e dei diritti umani" e il ministro ha ribadito che "ogni persona in custodia, indipendentemente dai reati che si presume abbia commesso o per i quali sia stata condannata, ha il diritto di essere trattata con dignità".
Sempre secondo Bedingfield, nel centro CoRRS il ragazzo è stato seguito da un'équipe che ha adattato la routine quotidiana con l'obiettivo di sostenere il suo benessere e favorire la riabilitazione in un ambiente strutturato. Al momento il giovane trascorrerebbe le mattinate in una stanza comune e gode di due ore al giorno in una sala giochi con attrezzature per fitness e svago; riceverebbe inoltre continuità educativa per sostenere gli esami e partecipa a sessioni settimanali di gruppo per monitorare le interazioni sociali.
Sulla vicenda è intervenuta la Farnesina: l'ambasciatrice italiana a Malta, Valentina Setta, ha effettuato una nuova visita consolare nel penitenziario dove si trova il quindicenne, dopo una precedente visita di un funzionario dell'Ambasciata il 26 giugno. Il ministero degli Esteri ha riferito che il ragazzo "si trova in buone condizioni di salute" e che è separato dagli altri detenuti, ma "non in regime di isolamento". Su istruzione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, la rappresentante diplomatica ha sollevato il caso più volte con le autorità maltesi, partecipando anche come osservatrice alle udienze e chiedendo che al minore venga garantito "un trattamento rispettoso dei diritti umani". Farnesina e Ambasciata dichiarano di mantenere contatti regolari con i genitori e di fornire assistenza consolare.
Sul fronte giudiziario, il tribunale maltese ha respinto la richiesta di rilascio su cauzione il 17 luglio, ritenendo prevalenti gli elementi presentati dall'accusa, e ha confermato la custodia del quindicenne nel carcere minorile. La prossima udienza è fissata per il 19 agosto.
Le autorità maltesi hanno affermato che il caso è monitorato da un team multidisciplinare e che l'Agenzia carceraria continuerà a rispettare l'indipendenza del processo giudiziario, astendosi da ulteriori commenti su questioni attualmente all'esame dei tribunali.