Etna, ripresa attività stromboliana alla Voragine con emissione di cenere
L'INGV registra aumento del tremore e dispersione delle ceneri verso sud; la rete GNSS non mostra variazioni significative, mentre alcune clinometriche sommitale segnalano cambiamenti
L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Osservatorio Etneo, comunica che a partire dalle 5 di questa mattina si è osservata la ripresa dell'attività stromboliana al Cratere della Voragine, che produce un'emissione di cenere che, secondo i modelli previsionali, si disperde nel quadrante meridionale.
Dal punto di vista sismico, a partire dalle 4 circa l'ampiezza media del tremore vulcanico ha mostrato un repentino incremento; allo stato attuale l'ampiezza rientra nel livello alto. I centroidi delle sorgenti del tremore risultano localizzati nell'area del Cratere di Nord-Est in un intervallo di quota compreso tra 1.800 e 2.000 metri sul livello del mare.
Per quanto riguarda le deformazioni del suolo, la rete GNSS non evidenzia attualmente variazioni significative. A partire dalle 4:30 circa alcune stazioni clinometriche, in particolare le tre stazioni sommitale, segnano variazioni nei loro trend.
La stazione sommitale di Cratere del Piano ha cumulato pochi decimi di microradiante: l'INGV indica che l'attuale variazione è coerente con l'inizio di un processo di deflazione.
Nel periodo dell'emergenza eruttiva, tra il 7 e il 17 agosto, l'aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino ha gestito 710 voli aggiuntivi (dirottati dall'aeroporto di Catania e riprogrammazioni), movimentando oltre 112.000 passeggeri. In media questi voli hanno aggiunto circa 11.000 viaggiatori al giorno al flusso estivo, che nel periodo considerato ha visto 2.962 voli programmati; il totale dei voli gestiti è stato di 3.672.