Nazionale · 06 Agosto 2026

A Villa Celimontana emergono ambienti del II secolo con mosaici a tema marino

Scavi della Soprintendenza Speciale di Roma, finanziati dal PNRR, portano alla luce otto ambienti che potrebbero appartenere alla caserma della V Coorte dei Vigiles o alla domus del suo comandante

A Villa Celimontana emergono ambienti del II secolo con mosaici a tema marino

Un intervento nato per mettere in sicurezza un antico muraglione a Villa Celimontana, nel Celio, ha portato alla luce un edificio dell’età imperiale rimasto nascosto per secoli. Gli scavi sono condotti dalla Soprintendenza Speciale di Roma del ministero della Cultura e sono finanziati con risorse del PNRR.

Il complesso è datato al II secolo d.C., con una successiva riorganizzazione nel III secolo. Finora sono stati individuati otto ambienti: cinque scavati completamente e tre preservati solo in parte. Tra i rinvenimenti figurano un mosaico a tema marino con un cratere circondato da un delfino, un pesce, un’aragosta e un granchio, oltre a frammenti di un pavimento più antico attribuito all’età antonina.

Sono emerse anche ampie porzioni di soffitti affrescati con cerchi rossi e fasce azzurre, cornici in stucco ancora integri, rivestimenti in opus sectile e l’impronta di una caliga. Questi elementi indicano un livello di decorazione particolarmente raffinato per l’edificio e possono contribuire alla conoscenza dell’organizzazione del Celio in età romana.

Gli archeologi stanno valutando la funzione del complesso. Una delle ipotesi è che gli ambienti appartenessero alla caserma della V Coorte dei Vigiles, il corpo incaricato nella Roma imperiale della sorveglianza notturna e della prevenzione degli incendi. La collocazione su un’area panoramica del Celio e la vicinanza all’Acquedotto Claudio sono considerate compatibili con questa interpretazione; esistono testimonianze della presenza in quest’area, già nel 111 d.C. durante il regno di Traiano, di una caserma dei Vigiles.

Un’altra ipotesi è che si tratti della domus del tribunus, il comandante della caserma: la ricchezza delle decorazioni sarebbe coerente con una residenza di prestigio, sebbene al momento manchino alcuni elementi architettonici tipici di questo tipo di abitazione, come il cortile centrale.

La storia dell’edificio prosegue oltre l’età imperiale: dopo un abbandono intorno al IV secolo, gli spazi sarebbero stati nuovamente occupati tra il V e il VI secolo, con individui che si insediarono nelle strutture e le utilizzarono anche per cucinare, come attestano gli oggetti rinvenuti.

I lavori a Villa Celimontana erano iniziati circa un anno fa con un finanziamento di due milioni di euro e avevano come obiettivo la sistemazione paesaggistica dell’area e il consolidamento del muraglione storico. La scoperta ha trasformato il cantiere in una occasione di studio per il Celio antico. L’intervento è previsto in conclusione tra la fine di agosto e l’inizio di settembre; nel frattempo gli esperti stanno analizzando i materiali recuperati e valutando il futuro dell’area, compresa la possibilità di proteggere i resti mediante un nuovo reinterro.

Fonte: Raccontiamo Città

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