A Roma tensione alla commemorazione della razzia del ghetto: insulti rivolti alla delegazione Anpi
Durante la cerimonia del 16 ottobre nel quartiere ebraico alcuni partecipanti hanno contestato e urlato contro l'Anpi; la Comunità ebraica aveva richiesto la non partecipazione dell'associazione
La cerimonia per il 16 ottobre nel ghetto di Roma, giorno dell’anniversario del rastrellamento del 1943, è stata segnata da tensioni: alcuni partecipanti alla commemorazione hanno rivolto insulti e urla alla delegazione dell'Anpi, urlando "Ve ne dovete andare", "fuori, fuori", "vergognatevi" verso l'associazione dei partigiani.
"Siamo stati attaccati - ha detto la presidente dell'Anpi di Roma Marina Pierlorenzi - non vogliono l'Anpi, dicendoci che siamo pro pal e che non possiamo stare in questa piazza".
Nei giorni precedenti il presidente della Comunità ebraica romana, Victor Fladlun, aveva chiesto che l'Anpi non partecipasse alle celebrazioni. L'Anpi aveva però annunciato la propria presenza, richiamando la memoria storica e i valori antifascisti.
La commemorazione ricorda il rastrellamento compiuto all'alba del 16 ottobre 1943 dalle forze tedesche, con la complicità di collaborazionisti della Repubblica Sociale Italiana: in poche ore 1.254 persone furono arrestate, oltre mille deportate ad Auschwitz. Di queste, solo 16 fecero ritorno — quindici uomini e una donna — e nessun bambino tornò dalla deportazione.
La cerimonia ufficiale si è svolta a Largo 16 Ottobre 1943, nel cuore del quartiere ebraico, con la deposizione delle corone di fiori e la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni cittadine, regionali e della Comunità ebraica di Roma.
In un comunicato l'Anpi ha ribadito la propria partecipazione "con la forza della memoria , della storia e dei valori dell’antifascismo incarnati dalla Costituzione democratica e repubblicana." L'associazione ha inoltre ricordato l'episodio del 25 aprile scorso, quando due suoi iscritti furono colpiti da proiettili sparati con un’arma ad aria compressa; per quell'aggressione è in corso un procedimento giudiziario.
Nella giornata è stato anche annunciato alla Protomoteca del Campidoglio la presentazione del volume "Anni Rubati", dedicato a Settimia Spizzichino — l'unica donna romana deportata ad Auschwitz a sopravvivere e tornare a Roma — opera di Marco Caviglia e Miriam Spizzichino, pubblicata da Giuntina, che sarà proposta agli studenti delle scuole secondarie di primo grado.
Dal 13 ottobre è visitabile a Palazzo Braschi la mostra "L'archivio racconta. Memorie di famiglia nei documenti della persecuzione antiebraica", curata da Marco Caviglia e realizzata in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, la Sovrintendenza e la rete dei Musei in Comune, con documenti provenienti da dieci archivi familiari e percorsi guidati gratuiti per le scuole.