La Camera approva in prima lettura la legge sui caregiver: scontro sui fondi
Via libera a Montecitorio al testo che riconosce l'assistenza familiare; opposizioni critiche su dotazione e criteri di accesso
L'Aula di Montecitorio ha dato il via libera in prima lettura al disegno di legge sui caregiver familiari, ottenendo 153 voti a favore, 105 contrari e 4 astenuti. La maggioranza ha parlato di "una risposta concreta alle famiglie", mentre le opposizioni hanno denunciato compattamente "un'occasione sprecata".
Secondo le stime citate, in Italia sono almeno 7 milioni le persone che prestano assistenza continua a congiunti non autosufficienti, malati o con disabilità, spesso con un pesante sovraccarico fisico ed emotivo e con impatti sull'occupazione.
Il provvedimento riconosce formalmente il valore sociale ed economico dell'attività di cura e introduce un sistema di aiuti modulato sull'intensità dell'impegno richiesto. La ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha parlato di un "punto di partenza da cui non si torna indietro", sottolineando l'obiettivo di garantire dignità a chi assiste i propri familiari 24 ore su 24.
Sul fronte dei requisiti, il presidente della Commissione Affari sociali Ugo Cappellacci ha rivendicato l'innalzamento della soglia Isee da 15.000 a 25.000 euro per l'accesso ai contributi. Tra i punti contestati figurano l'obbligo di convivenza e il vincolo di almeno 91 ore di assistenza settimanale, richiamati fra gli altri dal responsabile Welfare del Pd Marco Furfaro.
Al centro del dibattito c'è la dotazione finanziaria: la legge stanzierebbe 257 milioni di euro per il 2027 e 260 milioni annui a decorrere dal 2028, mentre le minoranze stimano un fabbisogno di almeno 940 milioni all'anno. La capogruppo del Pd Chiara Braga ha dichiarato che la norma "crea disparità" e rischia di escludere la stragrande maggioranza dei beneficiari; critiche analoghe sono state espresse da Avs e Azione riguardo all'insufficienza delle risorse e alla rigidità dei criteri.
Nel testo è previsto un sussidio massimo stimato in circa 400 euro mensili, valutato dalle opposizioni come poco più di un euro l'ora. Conclusa la prima lettura alla Camera, la partita si sposta ora a Palazzo Madama, dove le opposizioni promettono battaglia per ampliare le coperture e modificare i criteri di accesso prima del varo definitivo.