Nazionale · 05 Agosto 2026

Vespe e calabroni: il caldo aumenta l'attività e i rischi per gli allergici

Le alte temperature spingono gli imenotteri nei centri abitati; l'immunologa Luisa Brussino spiega composizione del veleno e terapie disponibili

Vespe e calabroni: il caldo aumenta l'attività e i rischi per gli allergici

Le alte temperature accelerano il metabolismo di vespe e calabroni, spingendoli a cercare cibo e acqua anche nei centri abitati, con un aumento dei contatti con le persone.

La composizione del veleno delle varie specie di calabroni e vespe, predatori carnivori, è simile ed ha la capacità di immobilizzare la preda. Secondo Luisa Brussino, immunologia e allergologa all'Ospedale dell'Ordine mauriziano, “il veleno è di solito composto da un un mix, una miscela di proteine, di enzimi e di sostanze biologicamente attive che servono all'insetto per difendersi e provocano dolore, infiammazione. E, nelle persone allergiche, purtroppo, possono scatenare una reazione immunitaria anche molto grave”.

La maggioranza delle persone non è allergica: la puntura di un calabrone o di una vespa provoca dolore, arrossamento e gonfiore nella zona colpita, che di norma non rappresentano un pericolo per la vita. "E' sufficiente, in effetti, la somministrazione, la terapia topica, loco regionale locale con un farmaco, una crema a base di steroide, di cortisone o di antistaminico", si legge nella ricostruzione.

Più rischiose sono le punture attorno al collo, che possono causare un gonfiore tale da comprimere le prime vie aeree e ostacolare il passaggio dell'aria: in questi casi è necessario ricorrere ai soccorsi. Allo stesso modo va chiamato il 112 quando compare orticaria generalizzata con interessamento delle mucose, tosse o mancanza di fiato: segnali indicatori di una reazione allergica.

Le reazioni allergiche non si verificano di norma alla prima puntura, che serve a sensibilizzare l'organismo; possono manifestarsi in seguito. Per chi è già a conoscenza di una allergia esiste un trattamento specifico: "Una una terapia molto efficace, quindi una immunoterapia allergene specifica con il veleno di imenottero che riduce in modo davvero significativo il rischio di reazioni gravi, ovviamente insieme all'adrenalina", ha spiegato Brussino.

Fonte: Raccontiamo Città

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