Nazionale · 19 Agosto 2026

Carburanti: il taglio delle accise non arresta i rincari, crescono le proteste di imprese e consumatori

Il gasolio torna oltre i 2,17 euro/litro in autostrada; il risparmio reale dello sconto da 17 centesimi è molto più basso del previsto

Carburanti: il taglio delle accise non arresta i rincari, crescono le proteste di imprese e consumatori

La corsa al rialzo dei prezzi dei carburanti continua in Italia, con i listini che stanno gradualmente assorbendo i benefici del taglio delle accise disposto dall'esecutivo. In autostrada il prezzo del gasolio ha raggiunto nuovamente i 2,173 euro al litro, lo stesso livello toccato il 4 agosto, giorno in cui il Governo decise di prorogare fino al 25 agosto il taglio straordinario delle imposte di 17 centesimi al litro sul diesel.

La benzina, esclusa dalla misura sulle accise, ha superato sia sulla rete ordinaria sia in autostrada i valori precedenti all'introduzione dello sconto fiscale. Le tensioni sui prezzi hanno suscitato preoccupazioni tra operatori economici e associazioni dei consumatori.

La Fapi (Federazione Autonoma Piccole Imprese) ha espresso forte allarme per una dinamica che sta rapidamente annullando i benefici dell'intervento pubblico, sollecitando il Governo a valutare un ulteriore intervento sulle accise. Confimprenditori ha definito le misure adottate del tutto inefficaci rispetto ai costi di trasporto, produzione e distribuzione che continuano a gravare sulle aziende. Il Codacons ha chiesto invece un'estensione dello sconto anche alla benzina "verde", evidenziando come la verde sulla rete ordinaria sia salita da 1,982 a 1,994 euro al litro con un aggravio di 0,60 euro a pieno, mentre in autostrada si è attestata a 2,073 euro al litro.

L'Osservatorio sui prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) mostra che il taglio di 17 centesimi ha attenuato soltanto in parte l'impatto dei rincari. Sulla rete ordinaria il diesel è passato da 2,185 euro al litro del 27 luglio agli attuali 2,099 euro al litro, garantendo un risparmio effettivo di 4,3 euro a pieno rispetto agli 8,5 euro teorici previsti dalla norma. In autostrada il prezzo è sceso da 2,255 a 2,173 euro al litro, con un risparmio di 4,1 euro a pieno. Di fatto, a causa delle oscillazioni di mercato, gli automobilisti stanno pagando oltre 4 euro in più a pieno rispetto a quanto teoricamente garantito dallo sconto fiscale.

Uno studio dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani mette inoltre in luce un'asincronia nei tempi di adeguamento dei prezzi alla pompa: quando il prezzo del greggio sale, l'impatto sui listini si scarica per due terzi entro tre giorni e viene trasferito quasi integralmente entro dieci giorni; al contrario, quando le quotazioni scendono, la riduzione viene recepita per solo un terzo nei primi tre giorni e richiede circa diciassette giorni per raggiungere un'applicazione pari all'ottanta per cento del ribasso.

Fonte: Raccontiamo Città

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