Nazionale · 18 Agosto 2026

Tensioni sui 'dublinanti': il caso di Faduma e la ripresa dei trasferimenti dalla Svizzera

Una comunità ecclesiastica in Germania sospende l'espulsione di una giovane somala; Berna annuncia la ripresa graduale dei riammissioni verso l'Italia

Tensioni sui 'dublinanti': il caso di Faduma e la ripresa dei trasferimenti dalla Svizzera

Una cittadina somala di 22 anni, Faduma, arrivata in Germania a fine marzo, era destinataria di un provvedimento di espulsione verso l'Italia programmato per il 19 agosto dal governo di Friedrich Merz. La ragazza rimarrà temporaneamente in Germania dopo che una comunità della Chiesa Evangelica di Norimberga le ha concesso l'asilo ecclesiastico, appellandosi a un'intesa umanitaria siglata nel 2015 con l'ente per i rifugiati (BAMF) che garantisce protezione fino al termine delle procedure e congela momentaneamente il rimpatrio.

Il caso si inserisce in un confronto negoziale tra il Viminale e il ministero dell'Interno tedesco guidato da Alexander Dobrindt. L'Italia ha reso nota la disponibilità a non riammettere richiedenti asilo entrati in Europa prima del 12 giugno 2026, considerando azzerati i conti anteriori a tale data. Berlino, pur non avendo ritirato il provvedimento nei confronti di Faduma, non ha chiarito pubblicamente la propria linea interpretativa sui tempi, preferendo mantenere contatti diretti con Roma per evitare strappi pubblici con l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni.

A complicare la situazione è la decisione della Svizzera: la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) di Berna, per bocca della portavoce Magdalena Baker, ha annunciato che alla fine di agosto riprenderanno i trasferimenti dei "dublinanti" verso l'Italia dopo quasi quattro anni di interruzione. La SEM ha confermato la prenotazione dei primi voli, ma ha precisato che le operazioni saranno graduali e concordate per non sovraccaricare il sistema italiano. Berna ha inoltre dichiarato di non aver stretto alcun accordo che escluda i migranti giunti prima del 12 giugno, lasciando così aperto il nodo temporale al centro del contendere.

Al centro della vicenda resta il regolamento Dublino (Dublino III), che individua lo Stato responsabile dell'esame di una domanda di protezione internazionale, attribuendo particolare rilievo al Paese di primo ingresso in Europa tra altri criteri. Pur non essendo membro dell'Unione europea, la Svizzera è associata al sistema Dublino e può pertanto chiedere all'Italia la riammissione quando risulta competente per una domanda.

Nel dicembre 2022 l'Italia aveva sospeso l'accettazione dei trasferimenti Dublino motivando la misura con la forte pressione degli sbarchi e il sovraccarico del sistema di accoglienza; la sospensione impedì l'esecuzione dei trasferimenti pur senza cancellare il principio di responsabilità dell'Italia. Con l'entrata in vigore del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l'asilo, il quadro normativo è cambiato: il nuovo sistema conferma il principio dello Stato di primo arrivo ma introduce regole e meccanismi di solidarietà differenti.

Roma ha annunciato la disponibilità a riammettere trasferimenti nell'ambito del nuovo Patto, ponendo però come condizione la ristrettezza temporale ai casi di persone arrivate dopo l'entrata in vigore del nuovo sistema, il 12 giugno 2026. La SEM svizzera ha spiegato che le nuove procedure saranno inizialmente testate su casi recenti e che il processo sarà graduale, escludendo un'immediata restituzione di tutti i soggetti che negli ultimi anni avrebbero dovuto essere trasferiti in Italia.

La riapertura dei trasferimenti e i casi come quello di Faduma hanno riacceso il dibattito politico interno. Osvaldo Napoli (Azione) ha criticato la gestione del governo, sostenendo che le tensioni sulla sospensione di Schengen si stiano rivoltando contro l'Italia. Francesco Boccia, capogruppo del PD al Senato, ha accusato l'esecutivo di aver isolato il Paese e di aver trasformato una crisi di confine esterno in una criticità interna. Maurizio Gasparri (Forza Italia), presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, ha respinto le critiche e definito "disastrosa" la linea tenuta dalla sinistra europea in materia di immigrazione.

Fonte: Raccontiamo Città

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