Giornata nazionale per le vittime del lavoro: Inail indica le regioni più colpite e aumentano le denunce
Dati Inail e rilevazioni indipendenti rilevano trend contrastanti sui decessi e un incremento delle denunce e delle malattie professionali
Due tragedie in due giorni: Salvatore Calignano, 61 anni, e Pietro Pellegrino, 55 anni, entrambi operai, sono morti precipitando dal tetto di un capannone, il primo a Caivano e il secondo in provincia di Avellino, a 24 ore di distanza l’uno dall’altro. Un altro caso citato è quello di Andrea Moretti, 22 anni, abruzzese, caduto da dieci metri mentre lavorava a un nuovo impianto di illuminazione al Colosseo.
I dati ufficiali dell’Inail relativi al primo semestre del 2026 indicano 482 infortuni mortali, un leggero calo rispetto allo stesso periodo del 2025. Al contempo, rilevazioni indipendenti, tra cui l’osservatorio nazionale di Bologna sui morti sul lavoro, stimano che nel 2026 sia già stata superata la soglia delle mille vittime totali.
Secondo la relazione Inail riferita al 2025, le denunce con esito mortale risultano più numerose in Lombardia, seguita da Veneto, Lazio, Sicilia, Emilia Romagna e Campania. Nel 2025 sono state inoltre accertate migliaia di nuove aziende non regolari per mancanza di rispetto delle norme di sicurezza e per inadeguata formazione dei lavoratori.
Più organizzazioni, compresa l’Anmil, segnalano un aumento complessivo delle denunce di infortunio e una forte impennata delle malattie professionali. Per rispondere a questa situazione sono stati invocati, secondo la fonte, un incremento del numero degli ispettori, l’istituzione di una Procura nazionale del lavoro e l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro.