Nazionale · 05 Ottobre 2026

Caso Garlasco, i genitori di Chiara Poggi: «Hanno sporcato la sua memoria», difendono la sentenza sul condannato

Giuseppe e Rita Poggi a Verissimo ribadiscono la fiducia nella sentenza che ha condannato Alberto Stasi; la Procura di Pavia aveva indagato su Andrea Sempio ma l’inchiesta è stata chiusa

Caso Garlasco, i genitori di Chiara Poggi: «Hanno sporcato la sua memoria», difendono la sentenza sul condannato
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Giuseppe e Rita Poggi sono intervenuti a Verissimo, su Canale 5, per parlare della figlia Chiara, uccisa nel 2007 a Garlasco, e per rivendicare il diritto di chiudere con l’esposizione mediatica del caso. I due hanno detto che «dopo diciannove anni ha il diritto di riposare in pace» e hanno ribadito la loro convinzione che il colpevole sia «la sola persona condannata in via definitiva a 16 anni», cioè Alberto Stasi.

I genitori hanno ricordato i passaggi giudiziari: «Abbiamo fatto 5 processi durati 8 anni, e sono lunghi», ha detto Giuseppe, sottolineando però che «Per noi vale quello che ci ha detto la sentenza dello Stato italiano. Quando la giustizia italiana ci dirà qualcos'altro, noi ne prenderemo atto». Hanno altresì segnalato come l'ultima inchiesta della Procura di Pavia abbia coinvolto anche Andrea Sempio, amico del loro figlio Marco, ma che su Sempio l’indagine è stata chiusa.

Sulla questione economica legata al risarcimento previsto dalla sentenza, i Poggi hanno spiegato che i soldi sono depositati in un conto corrente e che è stata effettuata una transazione per una cifra inferiore «per andare incontro» alla madre di Alberto; hanno precisato però che questa circostanza non ha condizionato la loro convinzione sulle responsabilità.

I coniugi hanno denunciato inoltre il peso del «circo mediatico» che, a loro dire, prosegue da circa un anno e mezzo e ha causato gravi disagi alla famiglia. Hanno detto di sentirsi «umiliati» per le intercettazioni telefoniche rese pubbliche e trasmesse dai media, e la madre Rita ha affermato che «hanno sporcato la sua memoria». Per limitare la pressione dei giornalisti, il sindaco di Garlasco ha adottato il divieto d'accesso ai non residenti nella via dove ancora vive la famiglia.

I Poggi hanno poi raccontato il dolore suscitato da articoli che hanno riportato ipotesi investigative su Marco: leggere che «Marco Poggi è tornato a Garlasco di notte a uccidere tua sorella» è stata «una pugnalata», hanno detto, spiegando di essersi trovati a dover «combattere per nostra figlia e per lui, per garantirgli la serenità». Sul rapporto con Sempio, lo hanno descritto come «un amico del figlio» e «un ragazzo normale», e Giuseppe ha aggiunto: «Io Sempio a casa mia non l'ho mai visto».

I genitori hanno dichiarato di non voler per ora incontrare né Stasi né sua madre; riguardo al futuro hanno osservato di non poter prevedere come si comporteranno dopo l'eventuale esecuzione della pena: «Non so se sono contento di incontrarlo, non credo proprio». Hanno infine ribadito di non essersi mai opposti a ulteriori accertamenti e di aver chiesto nel corso dei processi verifiche come il Dna su unghie e capelli, chiedendo che la vicenda si chiuda per rispetto di Chiara e perché la ragazza «ha diritto di riposare in pace».

Fonte: Raccontiamo Città

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