Nazionale · 05 Agosto 2026

Mosca accusa l'Italia di "russofobia" e di indulgenza verso il neofascismo nel rapporto sui diritti umani

Il documento congiunto dei ministeri degli Esteri di Russia e Bielorussia denuncia discriminazioni contro i cittadini russi, limitazioni all'accesso ai media e cita cancellazioni di eventi culturali in Italia.

Mosca accusa l'Italia di "russofobia" e di indulgenza verso il neofascismo nel rapporto sui diritti umani

Il rapporto annuale congiunto redatto dai ministeri degli Esteri russo e bielorusso presenta una serie di critiche rivolte ai Paesi occidentali, e dedica al capitolo italiano accuse che spaziano dalla "discriminazione razziale ed etnica" alla "violazione della libertà di stampa", fino a un'accusa di "indulgenza verso neofascismo e neonazismo".

"In Italia, nonostante il numero significativo di garanzie di diritti e libertà fondamentali sancite dalla legislazione nazionale e il dichiarato impegno delle autorità a tutelarli, gli attivisti per i diritti umani segnalano ancora violazioni", recita il documento, secondo quanto riportato dalla nota diffusa da Mosca.

Tra gli esempi indicati nel rapporto, la Russia denuncia una presunta discriminazione nei confronti dei cittadini e dei connazionali russi nel Paese, riferendosi al 2025 e sostenendo che "nel corso del 2025, le violazioni più frequenti dei diritti dei cittadini russi e delle persone di origine russa da parte degli istituti finanziari italiani hanno incluso il rifiuto di emettere carte di credito, l'imposizione di condizioni aggiuntive sui conti correnti e l'ingiustificata estensione dei tempi di elaborazione dei ricorsi".

Il rapporto cita inoltre episodi legati al mondo della cultura come esempi di una "campagna su larga scala contro la cultura russa e i suoi rappresentanti" in Italia: viene riportato l'annullamento del concerto del tenore Ildar Abdrazakov, previsto a gennaio a Verona e cancellato nel novembre 2025, il ritiro dell'invito del Teatro dell'Opera di Firenze alla ballerina Svetlana Zakharova e al violinista Vadim Repin, e la cancellazione di un'esibizione di Zakharova prevista per marzo all'Auditorium Parco della Musica.

Per quanto riguarda la libertà di informazione, il documento menziona decisioni europee che hanno colpito media russi, osservando che esse hanno avuto "un impatto significativo sull'accesso dei cittadini italiani a informazioni affidabili" e citando in particolare il bando di alcune testate russe come Russia Today (RT) e Sputnik.

Mosca e Minsk sostengono inoltre che "le manifestazioni di intolleranza" sarebbero alimentate dalla presenza in Italia di "diverse organizzazioni di estrema destra che promuovono idee nazionaliste e neofasciste", e accusano le autorità italiane di essere, a loro avviso, "relativamente indulgenti" nei confronti dei seguaci ideologici di Mussolini.

Le accuse rivolte all'Italia sono presentate nel rapporto come parte di una più ampia denuncia del presunto deterioramento delle libertà fondamentali nei Paesi che Mosca definisce "democrazie modello". Nel documento vengono citati anche Francia, Germania, Regno Unito e Paesi baltici, criticati per la gestione delle proteste, le politiche migratorie, le limitazioni ai media russi e il trattamento delle minoranze russofone, mentre il testo osserva che organizzazioni e media internazionali continuano a documentare diffuse violazioni dei diritti umani all'interno della stessa Russia e della Bielorussia.

Fonte: Raccontiamo Città

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