Nazionale · 01 Ottobre 2026

I nodi dei corsi d'italiano nei Cpia: liste d'attesa, organico e spazi

Nei centri provinciali per l'istruzione degli adulti classi già piene e attese di 1-2 anni; oltre 30-31 mila richieste in lista d'attesa. Il ministero segnala stanziamenti, ma dirigenti e sindacati chiedono più risorse e sedi dedicate.

I corsi d'italiano per stranieri si svolgono da anni nei centri provinciali d'istruzione per adulti (Cpia), dove le classi risultano già sovraccariche e le liste d'attesa si attestano in media su 1-2 anni.

Con l'introduzione dell'obbligatorietà per i genitori di bambini e ragazzi appena arrivati in Italia, i responsabili segnalano il rischio di un aumento significativo delle richieste di iscrizione.

“Sono oltre 30-31 mila le domande di persone che sono in lista d'attesa” dice Emilio Porcaro, Presidente Cpia nazionale rete italiana per istruzione adulti.

A Milano, Pietro Cavagna, Dirigente Cpia 5 Milano, descrive la situazione organizzativa: “apriamo le iscrizioni il primo di agosto per chiudere a fine mese perché si raggiunge il limite massimo di lavoro per i nostri insegnanti, con circa 100 studenti ciascuno”.

Il ministro dell'Istruzione Valditara rivendica gli stanziamenti stanziati dal governo, ma permane la preoccupazione che le risorse non siano sufficienti per rispondere alla domanda.

“Per noi sarà un'operazione brutta - spiega ancora Cavagna - stabilire le priorità sulle persone che vengono a chiedere un servizio d'istruzione”.

Sul fronte delle proposte, Porcaro chiede misure strutturali: “Chiediamo un incremento delle risorse dell'organico e una destinazione dedicata di edifici”.

Fonte: Raccontiamo Città

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