Nazionale · 01 Ottobre 2026

Caso Fakir: il legale, la cocaina è presente ma non sufficiente da sola a provocare la morte

L'avvocato della famiglia afferma che il livello di cocaina è rilevante ma corrisponde a circa la metà della quantità che in letteratura può essere causa di morte autonoma

I dati tossicologici sulla cocaina trovata nelle analisi su Abderrahim Fakir "sono rilevanti, come ci aspettavamo", dice all'Ansa l'avvocato Fabio Anselmo, che assiste la famiglia del 42enne marocchino morto il 19 luglio a Bologna, al Pilastro, durante un fermo di polizia mentre veniva immobilizzato.

Secondo il legale, il tasso "corrisponde alla metà della quantità che, per letteratura, può essere causa di morte autonoma". In particolare, la quantità di cocaina riscontrata sarebbe di 300 nanogrammi per millilitro, mentre la letteratura indica una soglia di 500-600 come potenzialmente in grado di portare alla morte da sola.

"È indubitabile che senza la componente asfittica non sarebbe morto in quelle circostanze di tempo e di luogo", aggiunge Anselmo. "Allo stato non ci sono elementi per noi oggettivi per dire che la cocaina sia neppure concausa della morte", afferma ancora il legale.

È previsto domani a Padova un incontro tra tutti i consulenti tecnici che stanno lavorando sul caso: quelli nominati dalla Procura di Bologna, che indaga (nel fascicolo risultano iscritti nel registro delle annotazioni preliminari i due poliziotti intervenuti e i quattro operatori della Croce Rossa), insieme ai consulenti delle difese e della persona offesa.

Secondo indiscrezioni del Corriere di Bologna, i primi risultati dei medici legali propenderebbero per asfissia unita all'azione della cocaina come cause del decesso, configurando di fatto una concausa. Al momento, tuttavia, non risultano depositate conclusioni scritte dei consulenti tecnici.

Fonte: Raccontiamo Città

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