Nazionale · 30 Settembre 2026

A Miami in mostra “L’Officina dell’Immaginario” del Laboratorio del Teatro dell’Opera di Roma

All’Istituto Italiano di Cultura fino al 27 novembre: dietro le quinte della creazione scenica con costumi, bozzetti e materiali legati anche alla prima di Tosca

La mostra “L’Officina dell’Immaginario. Dentro il Laboratorio del Teatro dell’Opera di Roma” è aperta all’Istituto Italiano di Cultura di Miami fino al 27 novembre. L’esposizione mette in luce il processo creativo che precede lo spettacolo, mostrando la trasformazione delle idee in oggetti scenici.

Il percorso espositivo comprende dieci costumi di scena, modellini scenici originali e circa quaranta fotografie storiche. Una sezione è dedicata alla prima rappresentazione della Tosca, con materiali provenienti dall’Archivio Storico Ricordi.

Il cuore della mostra è il Laboratorio del Teatro dell’Opera di Roma, con sede in via dei Cerchi, nell’ex pastificio Pantanella, dove dagli anni Trenta si realizzano le scenografie e si conservano circa 60mila costumi appartenuti a protagonisti della lirica e del balletto. Nei laboratori operano falegnami, pittori, scultori, costumisti e tecnici che mantengono vive tecniche scenografiche tradizionali, come la pittura dei fondali secondo i principi della scenografia all’italiana.

Tra i nomi legati all’attività del laboratorio sono ricordati Giorgio de Chirico, Giacomo Manzù, Pablo Picasso e Renato Guttuso, oltre a figure come Luchino Visconti e Franco Zeffirelli. Nel percorso di Miami sono esposti costumi firmati da Pablo Picasso, Renato Guttuso, Arnaldo Pomodoro, Danilo Donati, Mariano Fortuny e Caramba (pseudonimo di Luigi Sapelli).

Due modellini scenici originali documentano il lavoro legato alle regie di Luchino Visconti e di David Walker. Particolare rilievo ha la sezione dedicata a Giorgio de Chirico, con il costume realizzato per l’Otello di Verdi, e il costume del Duca di Mantova per il Rigoletto disegnato da Caramba, utilizzato da de Chirico nel 1948 per un autoritratto in costume nero.

Una ricostruzione scenografica ispirata all’interpretazione della Sagra della Primavera di Renato Guttuso offre un’esperienza immersiva che invita il visitatore a «entrare» nella pittura trasformata in spazio teatrale.

La sezione sulla Tosca ricorda la prima rappresentazione del 14 gennaio 1900 al Teatro Costanzi di Roma e richiama il lavoro musicologico di Roger Parker sulla cosiddetta “Tosca 1900”, che ha messo in luce differenze in passaggi celebri rispetto alla versione poi stabilizzatasi, tra cui il finale del Te Deum, il “Vissi d’arte” e la parte conclusiva di “E lucevan le stelle”.

L’Archivio Storico del Teatro dell’Opera custodisce inoltre circa 11mila bozzetti e figurini, insieme a fotografie, manifesti, programmi di sala, registrazioni audio e video, partiture e cimeli, e continua a promuovere la conoscenza di questo patrimonio anche tramite iniziative espositive all’estero. In mostra a Miami arriva così una porzione del lavoro che precede il palcoscenico, mettendo in evidenza i materiali e i mestieri che rendono possibile lo spettacolo.

Fonte: Raccontiamo Città

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