Nazionale · 29 Settembre 2026

Prix Italia: Rai a confronto su intelligenza artificiale e disinformazione, Rossi chiede di "ricongiungere informazione e giornalismo"

All'incontro promosso dall'Italian Digital Media Observatory la Rai ha illustrato il proprio impegno su ricerca, divulgazione e alfabetizzazione mediatica; presenti dirigenti Rai e accademici.

Al Prix Italia si è tenuto un incontro dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale, informazione e contrasto alla disinformazione, promosso nel quadro delle attività di IDMO - Italian Digital Media Observatory. L'appuntamento è stato occasione per presentare il contributo della Rai alle attività di ricerca, divulgazione e alfabetizzazione mediatica legate alle trasformazioni dell'ecosistema informativo determinate dall'evoluzione delle tecnologie digitali e dell'intelligenza artificiale.

Fra gli interventi sono intervenuti l'amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi; Francesco Giorgino, direttore di Rai Ufficio Studi; Marcello Ciannamea, direttore Rai Distribuzione Contenuti Digitali e Transmediali; Fabrizio Casinelli, direttore RAI Comunicazione; Gianni Riotta, direttore del Master di Giornalismo e Comunicazione multimediale e del Centro di Ricerca Data Lab dell’Università Luiss di Roma, dove coordina l'Italian Digital Media Observatory (IDMO). L'apertura e la moderazione sono state a cura di Incoronata Boccia, direttore dell'Ufficio Stampa Rai.

"Quando parliamo di disinformazione non stiamo affrontando semplicemente il problema delle fake news o dei contenuti manipolati. Stiamo riflettendo su qualcosa di più profondo: sul rapporto tra noi e la realtà. La rivoluzione digitale e l'intelligenza artificiale stanno modificando il nostro ecosistema cognitivo, ancor prima che quello tecnologico. Cambiano il modo in cui produciamo informazione, il modo in cui la distribuiamo, il modo in cui la consumiamo e, inevitabilmente, anche il modo in cui costruiamo la nostra percezione del reale", ha detto l'amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi.

"La sfida non è soltanto tecnologica - ha aggiunto Rossi - È la sfida della complessità tipica della condizione postmoderna, nella quale le grandi narrazioni si frammentano, e noi siamo chiamati a orientarci dentro una quantità crescente di informazioni spesso prive di gerarchie e contesti. È questo, probabilmente, uno dei grandi paradossi del nostro tempo: abbiamo più informazioni che in qualsiasi altra stagione della storia e, allo stesso tempo, avvertiamo una crescente difficoltà nel distinguere ciò che è fondato da ciò che è semplicemente verosimile, ciò che è vero da ciò che appare convincente, ciò che rappresenta un fatto da ciò che costituisce un'opinione. In questa cornice si colloca una delle trasformazioni più significative della contemporaneità: l'emergere di una dimensione che potremmo definire di 'informazione senza giornalismo'. La platform society ha moltiplicato in maniera straordinaria le possibilità di accesso, di partecipazione e di espressione. Ma ha anche reso possibile la circolazione di immense quantità di contenuti privi di mediazione professionale, di verifica, di contestualizzazione e, spesso, di responsabilità editoriale. Non è necessariamente un male in sé. È un fatto. Ma proprio per questo si rende necessario ricongiungere l'informazione al giornalismo."

Rossi ha inoltre sottolineato il valore dell'inchiesta per la democrazia: "Il giornalismo di inchiesta è un valore fondante per la democrazia, perché consente di accendere un faro, una luce, sugli aspetti anche contraddittori del potere. Ma se il giornalismo di inchiesta si trasforma in un giornalismo di teorema, non è più un valore della democrazia, ma è un cancro della democrazia". Secondo l'amministratore delegato, lo sforzo del servizio pubblico è orientato a garantire approfondimento, verifica delle fonti, indipendenza e credibilità.

Fabrizio Casinelli ha evidenziato come la disinformazione possa modificare la percezione della realtà e orientare comportamenti, sottolineando la necessità di un approccio integrato fra istituzioni, università, scuole, media e piattaforme tecnologiche. "Cooperazione tra soggetti pubblici e privati permette di costruire un ecosistema solido ed efficace con competenze che convergono in soluzioni comuni", ha detto Casinelli.

Casinelli ha inoltre richiamato l'impegno del servizio pubblico: "È un impegno che rientra in quella che è la missione del servizio pubblico della Rai - ha detto Casinelli - Già nel '97 emergeva il tema della disinformazione e la Rai si trovava a dover combattere il rapporto con le fake news. Nel contratto del '23 venivano espressi in modo più chiaro i principi che poi sono stati confermati nel contratto di servizio del 2023-2028". "È altrettanto necessario - ha aggiunto - rafforzare la cooperazione europea". In tale contesto, ha concluso Casinelli, "la Rai svolge un ruolo centrale, attraverso i propri canali".

Fonte: Raccontiamo Città

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