Recrudescenza globale dei casi Covid: aumenti segnalati in Francia e richiami sulla preparazione europea
Bollettino francese registra +76% di visite per Covid; l’epidemiologo Flahault parla di nuova ondata globale. Figliuolo avverte: occorre autonomia e strategia a livello Ue
Dati recenti citati dalla stampa francese indicano un aumento dei casi di Covid-19 in più Paesi: «Come ogni anno, assistiamo ad un aumento di casi in Cina e in Francia il numero di casi del virus è in lieve aumento», si legge nell’articolo di riferimento.
Secondo l’ultimo bollettino pubblicato da Santé publique France il 23 settembre, durante la settimana dal 14 al 20 settembre le visite dai medici di base per il Covid-19 sono in aumento (+76% rispetto al rapporto con la settimana precedente) per tutte le fasce d'età.
Intervistato da Paris Match, il professor Antoine Flahault, epidemiologo e professore di sanità pubblica dell'Università Paris-Cité, ha confermato un incremento dei casi e di diversi indicatori sanitari: “Si registra effettivamente un aumento dei casi, accompagnato da una crescita di diversi indicatori: dagli accessi al pronto soccorso fino alle visite dai medici di base. Questo incremento generale dei casi si osserva in tutta Europa, ma anche negli Stati Uniti e in Asia. È un fenomeno molto globale di ripresa dell'epidemia, che ricorda quello che abbiamo già conosciuto nello stesso periodo degli ultimi anni. I pazienti più a rischio sono quelli vulnerabili, gli immunodepressi, le persone anziane o delle donne incinte. Per queste ultime, l'infezione legata al Covid può talvolta causare aborti spontanei”.
Sulla presenza di varianti, Flahault ha osservato: “In Francia non abbiamo una risposta precisa - prosegue l'epidemiologo -. Non ho visto una particolare variante virale identificata nel Paese, a differenza, per esempio, dei nostri vicini spagnoli e tedeschi. Al momento riteniamo che si tratti di nuove sottovarianti di Omicron, che conosciamo in Europa dal gennaio 2022. Oggi ne esistono diverse migliaia. Sono più trasmissibili e riescono a superare più facilmente le barriere immunitarie, il che spiega queste nuove ondate di contagi”.
Sullo sfondo di queste osservazioni internazionali, in Italia il generale Francesco Figliuolo, rispondendo ai parlamentari durante l'audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus Sars-Cov-2 e sulle misure adottate per prevenire e affrontare l'emergenza epidemiologica da Sars-Cov-2, ha richiamato l'attenzione sulla necessità di preparazione e autonomia: "Ci saranno in futuro altre pandemie, penso all'antimicrobico-resistenza, le zoonosi con i salti di specie, quello che posso dire è che sicuramente non si può pensare - a livello nazionale o europeo - di non avere un'autonomia e una strategia per i dispositivi o i farmaci. Prima di questa pandemia si è pensato che in alcune parti del mondo si potesse produrre e in altre dedicarsi al design. I costi della logistica sono lievitati, lo vediamo anche oggi, e poi si rimane indietro. A livello europeo serve un bilanciamento tra la necessità delle materie prime e la possibilità di riconvertire l'apparato industriale".
I fatti riportati collegano il quadro epidemiologico rilevato in altri Paesi alle sollecitazioni politiche e strategiche emerse in Italia sulla gestione delle forniture, della produzione industriale e della preparazione a possibili future emergenze sanitarie.