Washington presta 40 milioni di barili dalla Riserva Strategica per contenere il rialzo dei carburanti
Il Dipartimento dell'Energia annuncia l'operazione; il segretario Chris Wright parla di sforzi coordinati mentre si rimprovera la scarsa adesione di alcuni Paesi europei
Il 29 settembre 2026 l'amministrazione di Donald Trump ha annunciato che presterà alle compagnie energetiche 40 milioni di barili di petrolio provenienti dalla Riserva Strategica, nel tentativo di contenere l'impennata dei prezzi del carburante. La decisione è stata resa nota dal Dipartimento dell'Energia.
Secondo il comunicato, l'aumento dei prezzi è stato determinato dall'escalation del conflitto con l'Iran e dalla guerra in Ucraina, circostanze che hanno spinto l'amministrazione a intervenire sul mercato petrolifero.
"Con l'iniziativa di oggi gli Stati Uniti continuano a guidare gli sforzi coordinati per stabilizzare i mercati petroliferi, a vantaggio dei cittadini americani e delle popolazioni di tutto il mondo", ha dichiarato il segretario, Chris Wright.
A marzo gli Stati Uniti avevano già concordato di prestare 172 milioni di barili dalla riserva, nell'ambito di un piano più ampio che coinvolgeva circa 30 paesi dell'Agenzia Internazionale dell'Energia per il rilascio complessivo di 400 milioni di barili.
"Mentre Stati Uniti e Giappone stanno onorando i propri impegni, diversi Paesi membri europei hanno rilasciato solo una frazione del greggio e dei prodotti petroliferi promessi. Esortiamo tutti i Paesi membri ad adempiere ai propri impegni.
"Grazie al Presidente Trump, queste operazioni garantiranno inoltre il continuo rifornimento della Riserva Strategica americana, facendo risparmiare ai contribuenti oltre 3 miliardi di dollari".