Un test vocale basato sull'intelligenza artificiale per individuare il diabete di tipo 2, studio presentato a Milano
Ricercatori britannici e dell'Università di Melbourne descrivono un modello capace di riconoscere segnali di diabete dalla voce; necessari però ulteriori affinamenti
Un gruppo di ricerca, guidato da una società britannica insieme all'Università di Melbourne, ha sviluppato un modello di intelligenza artificiale in grado di identificare persone con diabete di tipo 2 analizzando il modo in cui parlano.
Studi precedenti avevano collegato il diabete di tipo 2 a modifiche del parlato, come una maggiore raucedine o una ridotta capacità di controllo del respiro durante la parola; il modello è stato progettato per riconoscere queste anomalie.
Il sistema è stato addestrato su oltre 60 mila campioni vocali e poi valutato in due cicli di test. Nel primo, che ha coinvolto oltre 7 mila persone, dall'ascolto di frammenti audio di 20 secondi il sistema ha attribuito un punteggio di rischio elevato all'80% delle persone che effettivamente soffrivano di diabete, anche se l'affidabilità è risultata più bassa in presenza di altre patologie o per specifiche etnie, in particolare le persone afroamericane.
Nel secondo ciclo di test hanno partecipato 801 persone che si erano sottoposte alla misurazione dell'emoglobina glicata, un indicatore che misura la media della glicemia negli ultimi 2-3 mesi. In questo gruppo il modello di analisi vocale, nel 75% dei casi, ha assegnato un punteggio di rischio più elevato alle persone affette da diabete di tipo 2 rispetto a quelle senza la patologia. Tuttavia i falsi positivi sono risultati molto alti, pari al 47%.
I ricercatori segnalano che il sistema è in grado di distinguere con buona affidabilità persone a basso, medio e alto rischio di diabete sulla base dei risultati dell'emoglobina glicata, ma che la metodica necessita di ulteriori affinamenti.
"Questo approccio ha il potenziale di rivoluzionare le modalità di screening", afferma il ricercatore Giedre Cepukaityte. I ricercatori sottolineano la possibilità di raccogliere campioni vocali tramite telefono o app, consentendo di raggiungere un numero maggiore di persone rispetto agli attuali percorsi che richiedono un esame del sangue.
Lo studio è stato presentato al congresso dell'Associazione europea per lo studio del diabete (European Association for the Study of Diabetes, EASD) in corso a Milano.