Caso Garlasco: chiusa l'inchiesta su Andrea Sempio, emergono presunti depistaggi a favore di Stasi
La Procura di Pavia deposita nuove consulenze: per i pm diverse analisi collegano Sempio al delitto, mentre la discovery riporta due contro-analisi del 2007 non inserite nel fascicolo su Stasi
La Procura di Pavia ha chiuso l’inchiesta nei confronti di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi. Secondo i pubblici ministeri, le nuove consulenze tecniche depositate con accertamenti integrativi confermerebbero l’ipotesi accusatoria: Sempio avrebbe ucciso la vittima "con crudeltà" e "con odio" per essere stato rifiutato.
Dalla discovery emerge un capitolo sui presunti depistaggi a danno di Massimo Giuseppe Stasi. In particolare, la difesa di Stasi (con gli esperti Ricci e Linarello) ha lavorato su dati grezzi ottenuti dalla Procura di Pavia nel novembre 2025 e ha evidenziato l’esistenza di due "contro-analisi" datate 20 settembre 2007 che risultarono totalmente negative rispetto al DNA sui pedali della prima bici sequestrata. Secondo il procuratore Fabio Napoleone, quelle analisi negative "idonee, a loro giudizio, a scagionare Stasi già 19 anni fa" non furono inserite nel fascicolo, dove rimase solo la prima analisi positiva.
Gli esperti dei pm, Previderè e Grignani, hanno confermato l'esistenza delle "corse elettroforetiche negative" e hanno osservato che, a fronte di quella discordanza, all'epoca sarebbe stato opportuno un approfondimento che tuttavia dalle recenti indagini della Procura non risulta essere stato effettuato.
Nell'ambito delle indagini integrative i carabinieri del Nucleo investigativo hanno sentito come testimoni ex investigatori del RIS, tra cui il generale Luciano Garofano e altri ex componenti del Reparto investigazioni scientifiche di Parma quali Alberto Marino e Giorgio Portera.
I legali di Stasi, Bocellari e De Rensis, intendono utilizzare questi elementi nella richiesta di revisione e per l'accertamento di eventuali responsabilità degli investigatori dell'epoca. La Procura generale di Milano è stata tenuta informata; al momento, secondo la Procura di Pavia, non sembrerebbe intenzionata a presentare istanza di revisione. I legali della famiglia Poggi, Tizzoni e Compagna, invece affermano che non c'è alcun dato nuovo e auspicano che la Corte d'Appello possa rilevare l'assenza di elementi di novità.
Per quanto riguarda Sempio, i suoi difensori, avvocati Cataliotti e Taccia, hanno ricevuto con il secondo avviso di chiusura la stessa imputazione già notificata l'8 maggio; Cataliotti dichiara che "non ci sono nuovi elementi di prova" e Taccia ha comunicato che nei prossimi giorni avranno a disposizione le nuove carte. La Procura non ha potuto depositare la consulenza personologica perché lo psichiatra Catanesi ha riferito che l'indagato non si è sottoposto a colloquio.
I pm indicano complessivamente 21 elementi a carico di Sempio. I consulenti Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli hanno ritenuto compatibili le "dimensioni di una scarpa modello Frau taglia 42" con le misure del piede di Sempio e hanno confermato l'attribuzione al 38enne della nota traccia palmare 33. Le consulenze dei pm tornano inoltre sull'analisi del DNA attribuito a Sempio sulle unghie della vittima e su verifiche relative alla presenza di sangue in campioni prelevati dagli intonaci.
Note tecniche aggiuntive dei consulenti Cattaneo, Leone e del colonnello Berti hanno cercato di dettagliare dinamica e orario della morte: secondo queste analisi, Chiara Poggi potrebbe essere sopravvissuta fino a 60 minuti dopo l'aggressione.