Nazionale · 18 Agosto 2026

Scoop del Telegraph: dieci basi segrete russe per i "superdroni", nel raggio anche Varsavia

Indagine basata su documenti trapelati, immagini satellitari e dati DroneSec: individuate rampe di lancio lungo i confini con Ucraina e Bielorussia, con velivoli a reazione capaci di coprire quasi 1.000 km

Scoop del Telegraph: dieci basi segrete russe per i "superdroni", nel raggio anche Varsavia

Un'inchiesta del quotidiano britannico The Telegraph rivela la presunta esistenza di «dieci nuove basi segrete dalle quali lanciare i modelli più avanzati dei droni», realizzate lungo il limite delle frontiere e già in parte impiegate nei bombardamenti sull'Ucraina.

Secondo il Telegraph, l'indagine si basa sull'analisi di «documenti trapelati, immagini satellitari» e su dati della società di analisi DroneSec. Dalla ricostruzione emergerebbero «almeno 59 rampe di lancio» disposte lungo i confini con Ucraina e Bielorussia.

I velivoli descritti nel reportage sarebbero velivoli a reazione «capaci di raggiungere obiettivi a quasi 620 miglia di distanza» (circa mille chilometri). Sempre secondo il quotidiano, da queste basi i droni potrebbero essere lanciati «in profondità nel territorio della Nato», con Varsavia indicata tra le località entro il loro raggio d'azione.

Il Telegraph riferisce inoltre che sette delle dieci strutture sarebbero già state utilizzate dalla Russia nei recenti bombardamenti su Kiev. Le immagini satellitari citate mostrerebbero un significativo aumento di scorte di droni ad alta tecnologia; almeno una delle basi sarebbe in grado di immagazzinare oltre mille velivoli pronti all'uso.

Parallelamente, continua l'attività di attacco russa sui porti ucraini: il ministero della Difesa di Mosca ha dichiarato di aver colpito a Odessa una motosilurante della classe Tarantul e una nave impegnata a scaricare armamenti e munizioni. Un altro cargo sarebbe stato bombardato nel porto di Mykolaiv, mentre a Izmail, sul Danubio, sarebbero stati bersagliati «un terminale di attracco per lo scarico delle navi con carichi di uso militare, hangar con equipaggiamento militare occidentale, nonché magazzini di imbarcazioni senza equipaggio». Vicino a Odessa, il ministero russo ha anche segnalato il colpimento di un centro logistico di Nova Pochta.

Sull'irrobustirsi della risposta europea, l'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, in un'intervista al giornale tedesco Die Welt, ha affermato che «in autunno sarà presentata la più ampia lista di sanzioni dall'inizio della guerra». «La pressione deve essere aumentata fino a quando la Russia non metterà fine alla guerra», ha aggiunto.

Fonte: Raccontiamo Città

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