Nazionale · 28 Settembre 2026

Torino, omicidio di Fabio Colapietro: De Oliveira indica la coinquilina come 'la professoressa' responsabile delle decisioni post-delitto

Il gip dispone la custodia cautelare in carcere per tre indagati; il corpo è stato smembrato e nascosto in sacchi e in secchi col cemento. Le intercettazioni raccontano accuse reciproche e l'uso di droghe durante un festino di due notti.

“È stata lei a manovrare le azioni di tutti dopo che era stato ucciso, la mente che puntava a tornare a una vita normale”. Sono queste parole attribuite a Cristian Matheus De Oliveira Morando nelle intercettazioni ambientali raccolte nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio del 39enne Fabio Colapietro, trovato smembrato in un appartamento di via Tommaso Gulli a Torino. L'indagato, parlando con la madre e l'ex compagna Miruna Ene, ha cercato di ridimensionare la propria responsabilità indicando la coinquilina Nicole Formichetti come la vera stratega del dopo delitto: “La direzione dell'attività svolta era sotto il controllo della Professoressa che chiamavamo 'Satana'”, si legge nell'ordinanza.

Il gip del Tribunale di Torino, Antonio Borretta, ha disposto la custodia cautelare in carcere per De Oliveira Morando, 26 anni, per Nicole Formichetti e per Keith Butig, 22 anni (il nome del giovane è riportato anche come 'Budig' nell'ordinanza), fermati nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio di Colapietro. Il giudice non ha convalidato i fermi ritenendo non sussistente il pericolo di fuga, ma ha comunque disposto per tutti e tre la custodia in carcere.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori e riportato nell'ordinanza, il corpo di Colapietro è stato fatto a pezzi e nascosto in sacchi neri dell'immondizia e in secchi pieni di cemento. L'omicidio sarebbe maturato al termine di un festino durato due notti, iniziato il 20 settembre, durante il quale sarebbero state assunte numerose sostanze stupefacenti e alcoliche: crack, funghi allucinogeni, lsd, cannabis, mdphp (droga sintetica) e superalcolici.

Nella ricostruzione, De Oliveira ha raccontato che la festa si era svolta nell'abitazione indicata come quella della 'professoressa' e che, dopo ore di consumo di droghe e alcool, era arrivato anche Colapietro, descritto come il galoppino di uno spacciatore conosciuto dalla coinquilina. Il 26enne ha riferito che il giorno successivo sarebbe scoppiata una lite per circa 50 euro, nella quale tutti avrebbero partecipato a una colluttazione al termine della quale Colapietro sarebbe caduto e sarebbe morto. Sulle precise circostanze del decesso gli inquirenti non hanno però ricostruito con chiarezza i fatti.

De Oliveira è accusato di omicidio; agli altri due indagati vengono contestati, a vario titolo, favoreggiamento e concorso nella soppressione del cadavere. Secondo la difesa di Keith Budig/Butig, riportata nell'ordinanza dall'avvocato Francesco Rotella, “l'omicidio neanche è in contestazione. Nega anche la partecipazione al vilipendio, allo smembramento, all'occultamento di cadavere”. Il legale ha aggiunto che la giovane avrebbe raccontato di essere uscita nei giorni successivi per poi nascondersi per la paura e che non avrebbe assistito all'omicidio perché si trovava in un'altra stanza.

La madre di De Oliveira Morando ha raccontato agli inquirenti la telefonata drammatica ricevuta dal figlio, in evidente stato di agitazione e sotto l'effetto di stupefacenti.

Fonte: Raccontiamo Città

Torna alle notizie nazionali