Nazionale · 27 Settembre 2026

Carburanti, allarme prezzi: governo valuta potenziamento della produzione petrolifera in Italia

Tensioni in Medio Oriente e chiusure di raffinerie europee spingono i prezzi; l’Italia conserva impianti chiave ma la capacità operativa è limitata.

La pressione sui prezzi dei carburanti è aumentata per effetto della crisi energetica globale e delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che hanno ridotto la stabilità dei fornimenti e inciso sui listini.

Negli ultimi anni la strategia perseguita a livello europeo ha comportato la chiusura di numerose raffinerie, con l’obiettivo di accelerare la transizione verso mobilità elettrica e biocarburanti. Secondo la fonte, però, le alternative faticano a soddisfare l’attuale fabbisogno.

In Italia la rete degli impianti industriali resiste meglio rispetto ad altri paesi europei: tra gli impianti citati figura quello di Priolo Gargallo. Nonostante ciò, il tasso di utilizzo degli impianti è indicato essere al 77%.

Per evitare ulteriori aumenti dei prezzi e garantire la stabilità delle scorte, il governo intende convocare i rappresentanti del settore per discutere investimenti urgenti e rafforzare la produzione nazionale. La mossa è motivata anche dal fatto che il petrolio copre ancora circa il 90% dei consumi nel settore dei trasporti.

Fonte: Raccontiamo Città

Torna alle notizie nazionali